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De Ligt: "Juve la più forte d'Italia. Champions? La sogniamo"

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Il difensore: "Ma per andare avanti serve anche fortuna, quindi non so dire se la riusciremo a vincere. Di certo ci sono le qualità, staremo a vedere"

De Ligt:
© Marco Canoniero
venerdì 8 maggio 2020

TORINO - "Nell'Ajax ho ricoperto più ruoli, fino a 15 anni ho fatto il trequartista. Ho giocato molto a centrocampo, ho segnato qualche gol e fatto qualche assist. Poi mi hanno detto che per la carriera sarebbe stato meglio fare il difensore centrale. Inizialmente pensavo che non mi piacesse, ma ora capisco che giocare a centrocampo mi ha aiutato e sono contento della crescita". Lo ha dichiarato il difensore della Juve Matthijs De Ligt in un'intervista, rilasciata a febbraio e pubblicata oggi, a Uefa.com: "Iniziare in una squadra offensiva come l'Ajax è stato difficile: spesso mi ritrovavo ad affrontare un attaccante uno contro uno. In Italia si preferisce avere più uomini contro un attaccante, è diverso ma quell'esperienza mi ha aiutato a diventare il difensore di oggi. Non temo l'uno contro uno o difendere alto: l'ho appreso all'Ajax. Ora alla Juve la tecnica è importantissima. La Juve è la squadra più forte d'Italia, vuole vincere e attaccare. Con questo allenatore è importante partire da dietro, avanzare con coraggio, mostrare voglia di giocare la palla. Per riuscirci devi avere una buona tecnica".

I segreti della difesa

"All'Ajax la scorsa stagione ho fatto molti contrasti: la cosa importante è che se devi farlo, hai già sbagliato posizione o non sei abbastanza vicino. All'Ajax me ne capitava forse uno ogni tre partite. Alla Juve mi sono accorto che ne facevo troppi, mi sono chiesto perché e ad analizzare il mio gioco. Ho capito che era meglio rimanere in piedi e seguire l'avversario anziché provare il contrasto. Un contrasto è spettacolare, piace a tutti, ma Virgil van Dijk è uno dei giocatori più forti del momento perché non ne fa mai. Questo perché è nel posto giusto al momento giusto. I contrasti sono l'ultima opzione. Il ruolo del difensore è cambiato. Anni fa c'era il centrare robusto che interveniva di testa, entrava duro e liberava palla. Ora tutto è più pulito, col VAR sono impossibili contrasti vistosi. Serve pulizia, guardare la palla e anticipare la traiettoria. Nel colpo di testa poi ci sono almeno tre fattori: tempismo, potenza e salto, ma il più importante è il coraggio. Non devi avere paura. Puoi essere potente, avere tempismo, ma senza coraggio e senza dimostrare di voler prendere la palla, non la prendereai mai".

Mantenere la lucidità

"La lucidità? È una dote naturale. L'aspetto mentale è importante: se mentalmente non sei pronto le gambe vacillano. È importante avere questo equilibrio. La scorsa stagione con l'Ajax è stata straordinaria e stavamo tutti bene mentalmente. Tutto andava bene, quindi eravamo più lucidi in campo. A metà stagione abbiamo avuto qualche difficoltà e abbiamo perso lucidità".

"Champions? Ogni squadra la sogna"

"Champions? Crederci è importante. Penso che ogni squadra lo sogni: sono tutte molto forti ma nessuno può dire chi vincerà. Noi ci impegniamo al massimo. Sappiamo di essere forti, abbiamo le qualità e dobbiamo dimostrarlo in partita. E' la parte più importante, ma per andare avanti serve anche fortuna, quindi non so dire se la riusciremo a vincere. Di certo ci sono le qualità, staremo a vedere".

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