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Sarrismo, si riparte. E oggi tocca a Cristiano Ronaldo

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Juve al lavoro a piccoli gruppi: alla Continassa si rivedono azioni e schemi. Il portoghese è atteso in giornata per i controlli medici e la ripresa degli allenamenti

Sarrismo, si riparte. E oggi tocca a Cristiano Ronaldo
© Marco Canoniero/sync
di Fabio Riva martedì 19 maggio 2020

TORINO - Diciamoci la verità. Belle e interessanti, eh. Simpatiche. A volte curiose e altre indice di grandissima professionalità. Tra l’altamente motivazionale e il vagamente emozionale. Ma... non se ne poteva più. Non se ne poteva più di vedere le immagini dei calciatori - nella fattispecie bianconeri, ma vale per tutti - alle prese con esercizi in casa o nel cortile. E gli addominali, e gli scatti, e le ripetute in salita. Poi le corsette e qualche slalom, magari anche con il pallone e alla Continassa, ma inesorabilmente e individualmente soli. Alla faccia del postulato tanto semplice e banale per il quale il calcio è un gioco di squadra e di squadra va giocato.

Dunque, in questo senso, quanto accaduto ieri allo Juventus Training Center è un antipastino di manna dal cielo per i tifosi juventini ormai da settimane in astinenza di calcio giocato. E più ancora lo è per i giocatori bianconeri stessi che, finalmente, hanno potuto riprendere ad allenarsi a gruppi. Piccoli, gruppi (di 6-8 giocatori), dislocati per i 4 campi da gioco a disposizione alla Continassa. Ma pur sempre gruppi erano. Meglio che niente rispetto alle ultime corsette e al lavoro atletico individuale.

«Il modo migliore per iniziare la settimana», ha ad esempio commentato il difensore Leonardo Bonucci accompagnando una foto che lo ritrae mentre calcia il pallone e imposta la manovra per i compagni. Il piccolo grande passo avanti rispetto al recente passato per i calciatori bianconeri, è consistito nella possibilità di interagire e di... giocare a pallone. Passaggi, scatti, azioni. Pur sfidando sagome statiche, per carità. Il tutto, altro dettaglio non da poco conto rispetto al recente passato: sotto lo sguardo di Maurizio Sarri. Dotato di mascherina, ma ben pronto a scostarla dal volto quando i giocatori gli stavano a debita distanza.

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