Lapo Elkann, la rinascita dopo il drammatico incidente

Il nipote dell’Avvocato si confessa su Chi dopo il drammatico incidente in Israele: «Graziato più volte da Dio, ho ritrovato la pace grazie a famiglia, amore e Italia»
Lapo Elkann, la rinascita dopo il drammatico incidente© Marco Canoniero/sync

E’ rinato e ha trovato la pace grazie alla sua famiglia, all’amore e all’Italia. Dopo il drammatico incidente in Israele, in cui ha rischiato la vita, Lapo Elkann si racconta a cuore aperto, senza filtri. In un’intervista a Chi il nipote dell’avvocato Agnelli fa i conti con il suo passato, ammette errori e debolezze spiegando che cosa lo ha salvato. «Il sostegno mi è sempre arrivato da mio fratello e da mia sorella: tra me, Ginevra e John c’è un cordone d’amore che ci legherà per sempre, ci vogliamo un bene pazzesco e senza i miei fratelli non sarei quello che sono». L’affetto della famiglia lo ha aiutato a superare i tanti momenti di difficoltà. «Nella vita niente ti è regalato e niente è semplice, ci sono stati momenti dove dentro di me avevo buchi giganteschi. Molti diranno che, essendo nato ricco, ho avuto vantaggi e infatti non mi lamento e non faccio la vittima, dico comunque che qualunque essere umano può attraversare dei grandi vuoti». Vuoti che lo hanno trascinato in basso, ma bisogna riconoscere che ogni volta Lapo ha avuto la forza di rialzarsi. «Io li ho provati a colmare in modo sbagliato, con le sostanze. Finché non ho trovato, anche grazie agli affetti veri, la pace e la forza interiore, ma bisogna lavorare ogni giorno. Tutto quello che è esteriore, come il successo, non conta se non capisci qual è il tuo posto nel mondo». E ammette: «Sono stato graziato da Dio più volte, devo ringraziarlo e mai dimenticarlo. Ho avuto varie peripezie ed è inutile nasconderlo, i miei alti e bassi sono di dominio pubblico e, dopo quello che mi è successo in Israele ho avuto una spinta in più. Con la fortuna che ho avuto, non per il cognome o i soldi, ma per essere riuscito ogni volta a rialzarmi, mi è venuto spontaneo pensare ancora di più agli altri».

L’incidente, a cui sono seguiti mesi e mesi di riabilitazione, lo ha spinto a dedicare la maggior parte del suo tempo alle opere benefiche grazie alla fondazione LAPS che ha creato nel 2016. «Non sono attaccato a quello che possiedo e, se intorno a me vedo sofferenza, lo sono ancora di meno. Con la raccolta fondi destinata alle famiglie più bisognose siamo partiti da Italia e Portogallo, e adesso con la creatività e la generosità italiana vogliamo aiutare altri Paesi. Nulla verrà sconfitto senza il contributo di tutti. Nelle difficoltà più si aiutano gli ultimi più il mondo diventerà un posto migliore».

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