Juventus, il caso Suarez e le intercettazioni taglia e cuci

Caso Suarez, mentre Cantone interviene a gamba tesa sulla questione della fuga di notizie che viola il segreto istruttorio dell'indagine di Perugia, c'è un altro punto importante, sollevato dall'avvocato Chiappero: l'utilizzo di parti di intercettazione per raccontare un'altra verità

Juventus, il caso Suarez e le intercettazioni taglia e cuci© ANSA


ROMA - Se l'irrituale intervento di Cantone, entrato a gamba tesa per condannare la fuga di notizia sul caso Suarez che ha violato il segreto istruttorio, ha aperto un dibattito anche in seno alla magistratura (parte della quale scandalizzata per il comportamento del capo della Procura di Perugia), c'è un tema per nulla secondario che emerge dall'inchiesta sull'esame di italiano al centravanti uruguaiano: il taglia e cuci delle intercettazioni. Lo ha sollevato l'avvocato Luigi Chiappero, storico legale della Juventus, chiamato a testimoniare a Perugia nella giornata di venerdì, insieme alla collega Maria Turco, colei che prese contatti con l'Università per Stranieri di Perugia.


LA VERITA' E IL RACCONTO - Uscito dalla Procura, davanti all'assembramento di giornalisti, che tanto ha irritato Cantone, Chiappero ha spiegato: «Sono grato ai pubblici ministeri per averci chiamato subito, perché aspettavamo forse un po' con ansia l'occasione per poter riferire tutto quello che dovevamo riferire in merito ai fatti perché come si è dimostrato, questa volta, come in tante altre occasioni, la verità viene spesso alterata, tagliata, ricostruita e viene restituita in un racconto che magari serve di più al lettore, ma che non è la verità. Quindi pensiamo in questo senso di ringraziare i pubblici ministeri che hanno sicuramente in questo caso fatto molto per fare in modo che le cose fossero precise e come dovevano essere e noi di questo siamo contenti». Prodigo di complimenti per i magistrati che indagano, Chiappero ha comunque messo il dito in una piaga che chi ha seguito, per esempio, i fatti giudiziari di Calciopoli conosce bene fra intercettazioni sparite, interpretate e, in certi casi, rimixate.


TAGLIA E CUCI - Il giochino è pericoloso, perché la smania della sintesi non è sempre amica della verità.E un'intercettazione può essere lunga, tanto lunga, una telefonata di un quarto d'ora può occupare 15 pagine di trascrizione. Riportarne due battute può, in certi casi, sintetizzare il concetto di fondo, in altri alterarlo completamente. Nella prima telefonata dell'avvocato Turco all'Università per Stranieri di Perugia, la legale chiede per conto dell'entourage di Suarez, informazioni sull'iter burocratico per sostenere l'esame e ottenere la certificazione B1 Cittadinanza (diversa dal più complesso esame per il B1 linguistico). Alla fine della chiamata ci sarebbe, da parte della Turco. un riferimento all'utilizzo dell'Università anche per altri calciatori che ha attirato l'attenzione. Nell'offerta di creare un rapporto stabile di collaborazione fra il club bianconero e l'Università, infatti, potrebbe esserci "l'utile" della corruzione. Ma quella frase, «porteremo altri calciatori», è estrapolata dal contesto e la Turco ha tenuto a precisarlo durante l'audizione di venerdì, dopo averlo chiarito nel suo comunicato di qualche giorno fa. Si trattava di un convenevole di fine conversazione, un modo per ringraziare della disponibilità e della gentilezza nel fornire informazioni, per la serie: «Adesso che ho capito l'iter, so a chi rivolgermi se avessi ancora bisogno per altri calciatori». Non un'ammiccante offerta. Inoltre nella stessa conversazione ci sarebbe un punto nel quale la Turco chiede espressamente che non venga riservato un trattamento di favore a Suarez, passaggio che non è stato diffuso nella fuga di notizie di cui sopra.


IL TONO FA LA MUSICA - Questo è un caso esemplare di come un'intercettazione fatta trapelare con opportuni tagli possa creare un racconto, forse più avvincente, ma meno aderente alla realtà. Il contesto in cui si parla spesso assegna il valore ai concetti stessi, se si cancella il contesto si altera la realtà. Quindi, rimanendo nel caso Suarez, nel materiale fin qui emerso è sempre mancato il contesto e il tenore delle conversazioni. Quando il direttore generaledell'Università per Stranieri di Perugia Olivieri parla con alcuni professori o con il rettore dell'Università Statale (l'altro ateneo perugino, che nulla c'entra con l'indagine), lo fa da direttore generale che parla a un rettore o a un dipendente o da tifoso della Juventus che parla con altri tifosi bianconeri, quali effettivamente sono i suoi interlocutori («Questo ci fa vincere la Champions!»)? Non è un dettaglio, non deve esserlo in un'indagine seria.


LE ALTRE PROVE - Allo stato attuale delle cose mancano troppi elementi per capire se la Juventus ha esercitato pressioni o se ha, addirittura, corrotto qualcuno all'interno dell'Università per stranieri. Fra il materiale ancora da verificare (telefonate, messaggi Whatsapp, email) e le persone ancora da sentore (Paratici, Cherubini e lo stesso Suarez) ci potrebbe essere qualcosa che ora non sappiamo e che potrebbe cambiare lo scenario, dimostrando la colpevolezza di qualcuno. Oppure potrebbe anche non esserci e la questione potrebbe sgonfiarsi, soprattutto sul fronte delle responsabilità della Juventus. L'importante, in questo secondo caso, è che il racconto sia fedele alla realtà, anche se noioso. Mica è una serie di Netflix.

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