Juve, la verità sulla cessione di Douglas Costa (e il piano Dembelé)

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La campagna acquisti della Juventus è bloccata dalle cessioni. Quella di Douglas Costa in modo particolare, perché l'addio del brasiliano libererebbe risorse economiche (guadagna 12,5 milioni lordi a stagione) e posto nella lista Champions. Ma cedere Douglas Costa è un'impresa di mercato per la quale «servirebbe un miracolo», mi ha sussurrato un addetto ai lavori nei giorni scorsi. E' davvero impossibile vendere Douglas Costa? E perché? E cosa può accadere da oggi a lunedì?

Sì, cedere Douglas Costa è molto difficile. Impossibile è una parola che non può appartenere all'immaginifico mondo del calciomercato, ma trovare un acquirente per l'ala brasiliana è una missione tosta perché, sintetizzando in modo brutale (e forse politicamente scorretto): guadagna un botto, si infortuna molto spesso e non ha intenzione di uscire dal giro dei top club. Questa è l'immagine che ha di lui il mercato e, in fondo, non è lontanissima dalla realtà. Douglas con i sui 6,5 netti non ha un ingaggio che possono permettersi in molti (in Italia forse solo la Juventus e l'Inter), per carità è in linea con i giocatori che hanno le sue qualità, ma a quelle cifre non vengono esclusi, automaticamente, il 75% dei club europei. Quelli che rimangono restano perplessi di fronte a un ruolino che recita 1084 minuti giocati in 31 partite l'anno scorso e 969 in 25 disputati l'anno prima (praticamente mezzora a partita): pochini perché la sua tenuta fisica non sia considerata un rischio. Stando alle tabelle di Transfemarkt, nella scorsa stagione Douglas ha avuto tre infortuni significativi, perdendo 82 giorni e 17 partite, ai quali andrebbero sommati i periodi di graduale reinserimento che raramente lo hanno reso disponibile con la necessaria continuità per considerarlo affidabile.

In compenso, Douglas ha giocato alcune delle sue migliori partite (segnando uno dei gol più belli de decennio a Mosca e incastonando un gioiello anche contro il Genoa) ed è parso più determinato e concentrato che mai, lasciando da parte certi atteggiamenti un po' sopra le righe degli anni passati. Douglas sta migliorando? Dei segnali ci sono, ma non devono aver colpito o convinto del tutto i potenziali acquirenti, se Douglas è ancora della Juventus a sei giorni dalla fine del mercato. Situazione alla quale si aggiungono i suoi rifiuti: il primo a un primo timido approccio del City (del quale però non si hanno conferme), poi al Wolverhampton, poi a un club del Qatar che gli avrebbe concesso un consistente aumento di stipendio. Sembra, infatti, che Douglas Costa sia disposto ad accettare solo il Barcellona

E quindi? Visti gli ottimi rapporti fra i due club, un'idea sta maturando: quella dello scambio di prestiti fra Douglas Costa e Ousmane Dembélé, praticamente il Douglas Costa del Barcellona: giocatore dal talento indiscutibile, ma con una sinistra tendenza all'infortunio e all'indisciplina. Cosa potrebbe esserci di utile in uno scambio del genere? La speranza, generalmente mal risposta ma diffusa nel mondo del mercato, che cambiare aria possa rimotivare e rilanciare un calciatore. Paratici ci sta pensando, anche se la ritiene una soluzione estrema, roba da ultimo giorno, in mancanza di meglio. La Juventus, infatti, vorrebbe cederlo (si sta parlando di United) in modo da fare spazio nella rosa e nel monteingaggi a Federico Chiesa, che la Fiorentina sarebbe disposta a cedere, ma che la Juventus non può prendere finché c'è Douglas (con grande dispiacere di Pirlo che vorrebbe fortemente l'azzurro).

E se Douglas, dunque, rimanesse? Pirlo cosa ne farebbe? Difficile dirlo ora: nel finale di Roma e negli ultimi minuti contro la Samp, Douglas è stato spedito in campo per 10 minuti, giocati senza infamia e senza lode. E' probabile che Pirlo, a quel punto, lo inserirebbe nel progetto, difficilmente però fra i titolari, ma come jolly offensivo da buttare dentro nelle partite bloccate o da ribaltare con un colpo di genio estemporaneo. Che è un po' come andare a fare la spesa in Corvette. Sempre che non sia dal meccanico.

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