Juve, De Ligt e quel gesto che ricorda Scirea (e Bud Spencer)

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Juve, De Ligt e quel gesto che ricorda Scirea (e Bud Spencer)© ANSA

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Matthijs de Ligt è maturo e solido. La sua massiccia conformazione fisica ne rappresenta bene il carattere e  i valori (sportivi e non). Il 10 agosto è stato operato alla spalla, si è fatto tre mesi di riabilitazione ed è tornato in forma e pronto come se avesse saltato una partita per turnover. Non solo: il suo ritorno ha segnato un passo avanti importante per l'organizzazione difensiva (la squadra è salita di venti metri con il suo rientro con il Cagliari). Finito davanti ai microfoni dopo Juventus-Ferencvaros ha stupito tutti con un italiano perfetto e con una serie di ragionamenti maturi e autocritici sulla prestazione, nei quali si è pure preso la responsabilità per un errore (che molti non avevano notato) commesso in occasione del gol degli ungheresi. E sabato sera a Benevento si è fatto notare con un gesto quasi invisibile, ma estremamente significativo.

Il fine partita è movimentato. Morata ha già rimediato il suo cartellino rosso per proteste. L'arbitro Pasqua sta aspettando lo sfollamento del campo, quando viene assediato da Cuadrado e Dybala, i due non sono aggressivi ma certamente vivaci. Hanno da ridire e non se lo tengono dentro. De Ligt li vede, piomba sul posto con tempismo cinematografico e, allargando le braccia allontana, i due compagni, con un gesto che sa di Bud Spencer e Gaetano Scirea insieme. Non dice una parola e il suo non è un atto violento, ma quasi paterno. Se si dovesse scrivere una didascalia sarebbe: «Niente capricci, filate negli spogliatoi». Cuadrado ha dieci anni più di lui, Dybala sei e nessuno dei due fiata. Intendiamoci, qualcosina la Juventus poteva anche reclamare ed è ulteriormente significativo che proprio una trattenuta di Improta a De Ligt meritava il rigore a qualche minuto dal novantesimo. L'olandese, tuttavia, sembra incarnare un'etica diversa e appare più incline all'autocritica che alla ricerca dell'alibi, così è lui che va a spazzare via i compagni dal cammino dell'arbitro verso gli spogliatoi. Una cosa simile l'aveva fatta Scirea in una partita contro la Fiorentina, richiamando compagni e avversari a un comportamento più decoroso, anche considerato che fra il pubblico c'erano mogli e figli. La gazzarra si era immediatamente placata e Renzo Contratto, all'epoca giocatore viola, aveva chiosato così il racconto della vicenda: «Senza alzare la voce, con due frasi, ci aveva fatto vergognare come ladri. Eravamo tornati nelle nostre posizioni a testa bassa senza fiatare».

Il ragazzo, perché lo è a 21 (ventuno!) anni, non è certo privo della personalità che Andrea Pirlo sta cercando nella sua Juventus e, a un anno esatto dalle più ingiuste e miopi critiche mai piovute da qualche addetto ai lavori e qualche tifoso, sta diventando uno dei leader bianconeri. Il fatto non stupisce chi lo conosce bene, perché non si diventa capitano dell'Ajax a 18 anni per caso e perché chiunque abbia avuto occasione di chiacchierare con lui (mi è capitato) ha avuto la sensazione di parlare con un ragazzo decisamente più maturo della sua età. Se il calciomercato non si mette di mezzo, Matthijs de Ligt, tra un paio di stagioni, ha una prenotazione per la fascia di capitano della Juventus.

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