CR7, Szczesny, Morata nel nome di Pirlo

CR7, Szczesny, Morata nel nome di Pirlo© Juventus FC via Getty Images

Le finali non si giocano, si vincono. Ad Andrea Pirlo erano bastate sette parole per presentare la partita di Reggio Emilia dove, ancora una volta, Cristiano Ronaldo ha apposto la sua firma di Marziano in calce alla nona Supercoppa bianconera, la quinta dello storico decennio di Andrea Agnelli che l’allinea al J Museum accanto ai nove scudetti consecutivi e alle quattro Coppe Italia.

La Juve ha giocato e ha vinto con merito contro un Napoli che merita applausi per l’orgoglio con cui si è battuto e ora deve rincuorare Insigne per quel rigore sbagliato che gli peserà come un macigno. Due anni e quattro giorni fa, a Gedda, Cristiano aveva deciso la Supercoppa, strappandola al Milan; ieri sera egli si è ripetuto come soltanto un Fenomeno del suo calibro poteva ripetersi: ventesimo gol nelle venti presenze stagionali collezionate sinora, una micidiale capacità di risultare decisivo quando deve esserlo l’autentico signore delle finali. Le due eccezionali parate di Szczesny che ha confermato di essere uno dei migliori portieri del mondo e l’acuto di Morata hanno chiuso la partita che suona, sopra ogni cosa, come la prima grande vittoria di Andrea Pirlo.

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Bombardato dalle critiche dopo la pessima partita contro l’Inter, l’allenatore ha reagito sul campo, come faceva quando incantava da Maestro del calcio giocato. Con l’onestà intellettuale che lo contraddistingue, Pirlo si è assunto in prima persona le responsabilità della sconfitta milanese; in settantadue ore ha ricaricato le pile di una squadra che continua a non avere Alex Sandro e de Ligt, ma ha recuperato Cuadrado, McKennie e Arthur; ha incassato le bordate di chi non ha ancora capito come, al primo anno sulla panchina della Juve, debba essergli consentito un naturale rodaggio. Lui, che al pari degli altri colleghi, non ha avuto né precampionato né tempo necessario per fare esperimenti. Lui che la società ha chiamato a cavalcare l’Onda Verde con nove under 25 in rosa, all’insegna del rinnovamento generazionale sotto l’ala di Ronaldo, Bonucci, Chiellini, Buffon. Questa Supercoppa è stata vinta dalla Juve nel nome di Pirlo. Se la merita tutta.

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