Superlega, le due ipotesi per il futuro

Torneo autorizzato, con maggiori accessi liberi, o tribunali. Juve, Real e Barcellona certi di rispettare le regole

Superlega, le due ipotesi per il futuro© ANSA

[...] La domanda che sorge spontanea - a maggior ragione alla luce dell’ultimo duro e minaccioso (di carte bollate ed esclusioni dalle competizioni) comunicato della Uefa - è la seguente: dove mai e su cosa si può provare a dialogare, visti i punti di partenza così agli antipodi?

Ebbene, il comunicato di Juve, Real e Barcellona offre in questo senso un importante spiraglio. Anzi due. Il primo: «Con il massimo rispetto per le attuali strutture e per l’ecosistema del calcio. I club fondatori hanno espressamente convenuto che la Super League avrà luogo quando riconosciuta da Uefa, da Fifa o da entrambe, oppure quando, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili, considerata quale competizione compatibile a tutti gli effetti con il permanere dei club fondatori nelle rispettive competizioni domestiche». Il secondo: «Siamo totalmente consapevoli della diversità di reazioni all’iniziativa della Super League e, conseguentemente, della necessità di riflettere sulle ragioni di alcune di esse. Siamo pronti a riconsiderare l’approccio proposto, per quanto necessario».

In sostanza - un po’ trapela e un po’ si può facilmente supporre - una nuova Superlega “condivisa” confermerebbe la partecipazione nelle competizioni nazionali e sarebbe un po’ più aperta e teoricamente sensibile al concetto di meritocrazia che pare(va) smarrito al punto da fare enormemente indignare i tifosi. In concreto, il nuovo progetto di Superlega ricalibrerebbe i rapporti tra club partecipanti di diritto e club ad accesso “consentito” di stagione in stagione. Posto, per inciso, che si tratterebbe anche un po’ di una scelta obbligata, vista la fuga di ben 9 club inizialmente tra i fondatori (verso i quali ieri non sono state risparmiate stoccate: «Ci rincresce vedere come i club nostri amici e partner fondatori si trovino ora in posizione incoerente e contraddittoria avendo sottoscritto numerosi impegni con Uefa»).

E dunque, ci sono possibilità di vedere attorno ad un tavolo Agnelli, Perez, Laporta, Ceferin e Infantino per provare a trattare e cercare un compromesso pseudo pacifico? Mmm. Mica tanto. Salvo variazioni, restano più alte le probabilità che i suddetti (e rispettivi legali rappresentanti) si ritrovino in aule di tribunali. 

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