Khaby Lame, Dybala e Del Piero: anche il re dei social tifa Juve

Tra Tik Tok e Instagram, il 21enne di Chivasso è seguito da quasi 100 milioni si persone: Alessandro Riggio, il suo social media manager, ne svela tutti i segreti
Khaby Lame, Dybala e Del Piero: anche il re dei social tifa Juve

Per gli scettici che non cedono al detto secondo il quale “la realtà supera la fantasia” consigliamo la lettura di questa storia, che in realtà è una vera favola. E come tutte le favole finisce con un “e vissero felici e contenti”, questo è certo. Ma come sempre il bello è scoprire la trama che porterà al lieto fine. Nel nostro caso l’eroe è un ventenne nato in Senegal ma in Italia da quando non sapeva ancora a camminare, che per via della pandemia riceve una lettera di licenziamento dalla sua azienda in crisi e perso il posto da operaio, si rimette in gioco sul web postando video che hanno un marchio di fabbrica sempre più unico. Come? Con l’aiuto della polverina magica, che in questa favola si sparge nel web grazie all’abilità di un quasi trentenne calabrese di Soverato, la cittadina calabrese di Elisabetta Gregoraci, «ho frequentato la sua stessa scuola e non passava giorno che almeno un professore non ce lo ricordasse». Parole di Alessandro Riggio, intraprendente surfista del web al punto da far schizzare la popolarità del suo amico assistito Khaby e portarlo al terzo posto assoluto di Tik Tok con circa 74 milioni di follower, cioè di persone che lo seguono e quasi 24 milioni su Instagram. Per Riggio, innamorato pazzo di cinema si da quando era bambino, ora un film vero e proprio che ha due vantaggi: ne è il “regista” e non ha una fine perché ogni 24 ore si aggiorna. E dire che lui nel mondo del cinema era entrato come direttore del casting soprattutto negli Usa!

Alessandro Riggio, sommando Tik Tok e Instagram ora Khaby Lame è seguito da quasi 100 milioni si persone. Lei è il suo regista essendone il social media manager. Come ha realizzato questa impresa?

«È esploso perchè ha talento, gioca molto con la micromimica facciale. Sicuramente dietro a un artista c’è sempre un team e noi lo siamo. Un anno fa mi scrisse chiedendomi di seguirlo perchè nel mio campo sono piuttosto conosciuto visto che gestisco gli account di numerosi personaggi non solo italiani, molti americani. Ci siamo conosciuti, c’è stato subito feeling, abbiamo studiato delle strategie perchè potesse interessare sempre di più e in due mesi ecco il boom».

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Ma ci deve essere qualcosa in più per spiegare questi milioni. Qual è il segreto?

«È la semplicità dei suoi video che sono funzionali al contest che ha inventato. All’inizio era il vendicatore nel senso che postava “corti” in cui dissacrava e prendeva in giro altri video seriosi che erano già popolari ma non così simpatici. Bisogna avere anche la faccia giusta per bucare».

Mediamente i suoi video su Tik Tok da quante persone sono visti?

«Lui viaggia intorno ai 73 milioni di follower e a una media di visualizzazioni che supera la decina di milioni. Alcuni arrivano a 100 milioni, dipende dagli algoritmi. Posta tutti i giorni un video nuovo che prepariamo il giorno stesso. Si punta su situazioni fresche, giriamo tutto col telefonino, nessuna camera professionale. Ora è una celebrità internazionale e ha un sogno, quello di diventare attore. Per farlo però deve andare a scuola di recitazione perchè per il cinema occorre un altro tipo di preparazione che lui ora non ha. Il suo attore preferito è Will Smith. Molti top brand me lo chiedono per le loro pubblicità anche perchè muove qualcosa come tre billion di impression al mese: numeri che non ha mai fatto nessuno. Piace a tutti, le grandi aziende ma anche molti sportivi: Vinicius e Marcelo del Real Madrid, Del Piero, Dybala con cui ha appena fatto un video. Ma anche società di calcio come la Juventus e il Barcellona. È in assoluto l’uomo del momento, non so più come fare per gestirlo».

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Ma avvertite la responsabilità di ciò che postate: i video vengono visti da un mare di gente. Spaventa questa moltitudine di occhi?

«Spaventati non lo siamo e poi è una mia responsabilità proteggerlo e quindi verificare con attenzione massima tutto ciò che si fa per evitare di mancare di rispetto a qualcuno. Lui tra l’altro è musulmano e molto religioso, per cui massima attenzione a che non compaiano, per esempio, alcolici».

Quanto vale in termini economici essere seguiti da un bacino d’utenza del genere?

«La sua vita è cambiate economicamente, da operaio è diventato una star internazionale in pochissimo tempo. Ora in un tempo altrettanto rapido deve andare a capitalizzare questa popolarità. Sono due le strade per riuscirci: 1) incassare da Tik Tok la percentuale prevista in base ai flussi di interesse che i suoi video innescano nell’ambito delle 24 ore, 2) prestare la sua immagine ad aziende che lo utilizzano come testimonial in video pubblicitari».

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Quante persone lavorano per lui?

«Al momento ci sono io. Ora in questa settimana allargheremo il team che avrà due contest creator per i contenuti, quindi un assistente e i body guard».

Ora è terzo al mondo su Tik Tok. Il primo quanti followers ha?

«L’obiettivo è portarlo sul tetto del mondo di Tik Tok con 117 milioni: ora è in testa in Italia e in Europa e sta raggiungendo la terza piazza al mondo».

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Che ragazzo è Khaby?

«Lui era un operaio in una fabbrica dove faceva controllo numerico ma per il covid è stato lasciato a casa. A quel punto ha provato a postare video su Tik Tok cominciando ad avere un discreto successo. Io con lui sono arrivato lo scorso giugno e aveva 170 mila followers su Tik Tok e 5 mila su Instagram, poi un milione a gennaio e quindi l’esplosione negli ultimi due mesi. A me non piace la popolarità ma ultimamente sono uscito perché in questo mondo ci sono tanti squali, facendo così lo proteggo e da lui si sono allontanati potenziali approfittatori».

Ora la sua quotidianità come è cambiata?

«È cambiata tantissimo, non vive più a Chivasso ma a Milano con me. Passare da operaio a star internazionale implica imparare tante cose che gli sto insegnando. Gli ho spiegato che avrà tantissime persone che lo invidieranno e cercheranno di metterlo in difficoltà su tanti argomenti a partire dal razzismo e dovrà sapersi gestire con la giusta misura. Vede poco i suoi genitori e la sua ragazza perché c’è tantissimo lavoro da fare. È un ragazzo super umile e super curioso e ha delle espressioni facciali pazzesche che ti mettono subito di buon umore. Era un atleta di mezzofondo, è tifoso juventino e ovviamente della Nazionale che ha visto all’Olimpico. Mangia una quantità di cibo incredibile ma non ingrassa di un etto. Ogni mezzora mi dice “Non so te eh, ma io ho fame”. La sua famiglia come lui è molto religiosa e sono molto uniti».

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