TORINO - Good vibes in training» e un sorriso di gusto. Wojciech Szczesny è fatto così: lo stress non sa cosa sia, o perlomeno il suo volto imperturbabile trasmette repliche continue di tranquillità e «buone vibrazioni». Anche quando il vento gira contro per colpe manifestamente sue, come a Udine oppure a Napoli dove l’errore tecnico è parso ancor più gigantesco delle sciocchezze accumulate alla Dacia Arena. Ma il polacco è uomo tutto d’un pezzo, non lo scalfisci neanche se gli fai notare che parte della tifoseria juventina rimpiangeva la leadership di Gigi Buffon e sponsorizzava la candidatura di Mattia Perin in vista di Malmoe. In Svezia, contro un avversario accomodante, il numero 1 ha risposto alle critiche con un intervento che non avrebbe cambiato le sorti della partita, ma il segnale è stato inviato. Massimiliano Allegri il suo numero 1 non l’ha perso. [...] A partire dal Milan, che a Szczesny ricorda una notte da incorniciare per tanti motivi: non solo per aver deviato sul palo un rigore calciato da Gonzalo Higuain, ma soprattutto perché il Pipita allora rossonero incrociava la squadra propriearia del suo cartellino per la prima volta dopo la partenza da Torino e visse quella notte con l’ansia di chi voleva dare una sorta di lezione ai bianconeri. [...]
La fiducia a Szczesny e la rinuncia a Donnarumma
[...] Ecco perché quando si sostiene che sarebbe stato meglio prendere Gigio Donnarumma, al di là dello sbilancio anagrafico (tra un ’90 e un ’99 è chiaro che l’investimento giovane sia preferibile) occorre considerare i costi: «La Juventus ha un portiere con un contratto lungo e un’affidabilità in cui continuiamo a credere. Abbiamo ritenuto che la sostituzione tra i pali non fosse prioritaria. Non avrebbe avuto senso fare come il Psg, non sarebbe stato opportuno avere due portieri importanti nello stesso organico», ha spiegato Federico Cherubini a Tuttosport.
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