La Juve di Allegri è squadra vera

La Juve di Allegri è squadra vera© ANSA

I sette punti - otto virtuali - che separano la Juventus dalla testa della classifica se da una parte accrescono i legittimi rimpianti per le diverse partite buttate via nel girone di andata, dall’altra rivelano un dato altrettanto inconfutabile: dopo due anni molto difficili nel rapporto tra tecnici e squadra, in cui si aveva la netta sensazione che in tanti facessero di testa propria, impegnandosi poco o niente, ignorando o quasi la cultura del lavoro e del sacrificio, la Juve di oggi è certamente tornata squadra. Solo chi non sa di calcio non capisce quanto Massimiliano Allegri abbia dovuto agire sulla ricostruzione. Certo non sono tutti campioni: qualcuno lo potrebbe diventare in prospettiva, altri sono alla fine del percorso in bianconero. Però l’idea di compattezza, di solidità, di maggior forza psicologica si vede ormai da diverse partite.

Abbiamo usato quest’espressione già più volte: snodo decisivo. Ora ci siamo davvero. Questa sera a Marassi contro la Sampdoria bisogna provare a vincere per consolidare il quarto posto - l’Atalanta di “lagna” Gasperini non è ancora rassegnata - e magari aspirare a qualcosa di più che però non dipende esclusivamente da noi. Mercoledì dentro o fuori contro il Villarreal per continuare il cammino in Europa. Partita difficilissima, carica di insidie, che si deve vincere e basta, senza accampare nessun alibi, a cominciare dalla lunga lista di infortunati. Nelle scorse edizioni della Champions League salutammo malamente agli ottavi di finale contro due avversari che gli esperti definirono “facili” o, comunque, abbordabili, Lione e Porto. Il Villarreal ha tutte le caratteristiche per metterci in difficoltà: squadra tosta, brutta da vedere, senza particolari individualità ma molto compatta a livello di gruppo, guidata da un marpione del calcio spagnolo, quell’Unai Emery che ha vinto quattro Europa League, specialista soprattutto in trasferta nell’arte di perdere tempo, provocare, innervosire gli avversari.

Partire da 1-1 non è male, con le nuove regole anche loro devono vincere, ci vorrà insomma la miglior Juve della stagione, spinta da uno stadio caloroso seppur ancora in formato ridotto, serviranno impegno, attenzione, concentrazione massima. Andare avanti in Champions significherebbe rientrare nelle prime otto del calcio continentale, invertire la rotta negativa. E poi chissà...

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