Pogba: "Io una stella Juve, lì ho dimostrato di essere qualcuno"

Il centrocampista: "Conte mi disse subito che se avessi fatto bene, avrei giocato. Andò proprio così"
Pogba: "Io una stella Juve, lì ho dimostrato di essere qualcuno"© Marco Canoniero

"Quello che ho capito quando sono andato alla Juventus è che tu non diventi una star perché lo dici, diventi una star perché la gente ti rende tale. Alla Juventus ho definitivamente dimostrato che ero qualcuno".

Questa frase - mica da poco - non è che una delle varie pennellate a tinte bianconere di Pogmentary. In questi giorni, cioè a ridosso dell’annuncio del ritorno di Paul Pogba a Torino, la docuserie di Amazon diventa di fatto non solo una occasione per andare a fondo del personaggio Pogba, ma anche una opportunità per capire come si sia arrivati a tale clamoroso ritorno. L’affetto del calciatore per la piazza, le frizioni sempre più insanabili con i tecnici (José Mourinho in primis) e i dirigente dello United, il ruolo svolto dall’agente Mino Raiola e dalla avvocatessa Rafaela Pimenta. Nonché, soprattutto, il modo di pensare che ha Pogba in relazione alle priorità della vita. Così come il peso che dà alla parola data. Un episodio su tutti, l’accordo commerciale siglato con Adidas: «Avevo detto sì, poi però Nike mi ha fatto la sua offerta economicamente vantaggiosa... Ma avevo già dato la mia parola, punto». Raiola chiosa: «Paul è così, se ha deciso ha deciso».

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Raiola al telefono

Le video chiamate con Raiola (anche in lingua italiana, a volte e sprazzi) sono sfiziose e interessanti. Certo, ovviamente, colpisce notare il rapporto così schietto e affettuoso tra Paul e l’agente, scomparso da poco. «Tu sei in una situazione molto particolare. Devi pensare a cosa è meglio per la tua vita, per il tuo conto in banca, per la tua famiglia. E’ stano: allo United hai un blocco. Non sei lo stesso giocatore che sei in Nazionale o che eri in bianconero». Ecco, appunto. Un passo indietro su quel primo approdo a Torino. «La rottura con lo United e con Ferguson nel 2012 - sottolinea Raiola questa volta direttamente a favor di camera - non è stata per i soldi, ma perché mancavano rispetto, stima, fiducia». Si passa poi ad Antonio Conte che in una conferenza stampa dell’epoca sottolinea quanto «il ragazzino arrivato dalla Primavera dello United» sia cresciuto. Pogba ricorda: «Mi disse che se avessi fatto buone prestazioni, avrei giocato e così successe. Ricordo ancora perfettamente il mio primo gol tra i professionisti, contro il Napoli».

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