Juve, Montero in Primavera deve fare doppietta

Il club vuole che il prossimo tecnico dell'Under 19 bianconera riesca a vincere con una squadra sempre più giovane
La carriera di Paolo Montero allenatore partì con una vittoria per 4-0: era il 15 novembre 2014 e il Peñarol ebbe ragione del Rentistas© Claudio Zamagni

Sempre più giovane e sempre più vincente. Nella soluzione di quello che, di primo acchito, pare un ossimoro si nasconde l'esigente richiesta della Juventus nei confronti di Paolo Montero, prossimo tecnico della formazione Under 19. La strada è stata tracciata, nell'ultima stagione, dal predecessore Andrea Bonatti: l'ultima Primavera, infatti, è arrivata a un calcio di rigore dalla finale di Youth League e ha terminato soltanto in semifinale la sua corsa scudetto. Risultati maturati a dispetto del fatto di essere, in Italia, l'unica squadra a non utilizzare fuori quota. Di più, in realtà: la Juventus non ha sfruttato nemmeno i talenti più nitidi della cosiddetta “annata piena”, ovvero quella 2003, con Fabio Miretti e Matias Soulé in pianta stabile in Under 23 e all'occorrenza protagonisti anche in prima squadra agli ordini di Allegri.

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La missione di Paolo

La gloria uruguagia, dunque, dovrà ripartire da qui: valorizzare i singoli (fino a vederli fuggire via in favore di una “promozione” ai piani superiori) senza perdere di vista i risultati, stella polare in casa bianconera a qualsiasi livello. Il materiale umano da cui partire per rispettare la richiesta, naturalmente, non manca. C’è l’intrigante annata 2004, protagonista già nell’ultimo campionato e capeggiata da quel Nicolò Turco che incarna il perfetto “attaccante moderno”, già blindato dalla società con un contratto fino al 2025.

La classe 2005

E c’è una nidiata 2005 tutta da scoprire, a partire dal talentuoso centrale Dean Huijsen: olandese, fisico imponente, capello biondo e numero 4 sulla schiena. Impossibile guardarlo e non pensare a De Ligt, di cui spera di raccogliere un giorno l’eredità: l’ex Malaga è elegante e tecnico, al punto da essere il rigorista designato e da aver realizzato 8 gol in 17 partite nella sua prima annata a Vinovo, ma manca ancora di malizia e di un pizzico di “garra”.

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