Eros Ramazzotti e la Juve: “Higuain mi manca più di Ronaldo”

Intervista esclusiva al cantante, grande tifoso bianconero: “Ritroviamo il nostro spirito. Che classe Di Maria”
Eros Ramazzotti e la Juve: “Higuain mi manca più di Ronaldo”

TORINO - Il tour di Eros Ramazzotti parte da Torino. Nessun concerto di Ferragosto. Il cantante romano è atteso all’Allianz Stadium per vedere suonare la sua Juventus, che stasera debutterà in campionato contro il Sassuolo.

Buongiorno Ramazzotti. Dopo gli zero titoli dell’ultima stagione, che Juventus vorrebbe vedere quest’anno?

«Una Juve che ritrovi mentalità vincente e fame da squadra sempre umile e rispettosa dell’avversario».

Se potesse entrare nello spogliatoio bianconero prima di Juventus-Sassuolo, quale canzone canterebbe a Bonucci e compagni per caricarli?

«Naturalmente “Più bella cosa”. Perché la Juve è la “Più bella cosa”».

Il mercato non è ancora finito, ma intanto Allegri ripartirà con cinque volti nuovi: Gatti, Di Maria, Pogba, Bremer e Kostic. Qual è il colpo che la convince maggiormente?

«Sono tutti innesti importanti. Di Maria non lo scopro certo io, spero sia costante perché uno con la sua classe ci serve. Ma il mio preferito è Bremer. Il brasiliano mi piace perché è forte fisicamente e mi sembra anche che abbia l’umiltà e lo spirito da Juve. È reduce da una grande stagione al Torino. Speriamo che Bremer non si faccia male subito come Pogba, a cui auguro di tornare in campo il prima possibile».

Quali regali sogna per il rush finale del mercato?

«Almeno tre innesti importanti e di qualità. Un attaccante, un centrocampista e soprattutto un terzino sinistro di livello. Ma non fatemi fare nomi. Mi fido della dirigenza».

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Lei è popolarissimo in tutto il mondo e anche in quello del pallone. Di Maria è mai stato ospite a un suo concerto?

«Non penso, ma è il benvenuto. Angel, ti aspetto!».

Tra i suoi fans ci sono anche Icardi e la moglie-agente. In passato Wanda Nara le ha mai parlato di Mauro alla Juventus?

«Non siamo così in confidenza...».

È stato spesso ai suoi concerti, invece, Dybala. Che effetto le fa la Joya con la maglia della Roma?

«Sono nato a Roma e non può che farmi piacere vedere Paulo con la maglia giallorossa. Conosco Dybala fin dai tempi del Palermo e sono certo che sarà un valore aggiunto per la squadra di Mourinho».

Oltre a Milan e Inter, teme anche la Roma per lo scudetto?

«Mi immagino un campionato super combattuto. Lotteranno per il titolo anche Atalanta, Lazio e Napoli».

Adesso che è cominciata la Serie A, scatta il conto alla rovescia per la Champions. Dopo tre annate deludenti, con altrettante eliminazioni agli ottavi, cosa si aspetta dalla Juventus in Europa?

«Secondo voi cosa mi aspetto?».

Spieghi pure...

«Mi aspetto di non essere più preso in giro da tutti perché non vinciamo la Champions da 26 anni!».

A cosa rinuncerebbe pur di vedere i bianconeri alzare la Coppa con le grandi orecchie?

«Facile: allo scudetto».

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Allegri, nonostante i tanti trionfi, divide ancora i tifosi della Juventus: lei a quale partito appartiene?

«A quello di chi vuole vedere la propria squadra giocare bene. E, come si dice a Roma, dare il fritto, cioè il cento per cento... Poi, anche se non si vince, l’importante è vedere che i giocatori abbiano dato il massimo».

Quale dei tanti campioni delle Juventus del passato farebbe più comodo ad Allegri?

«Sarebbero molti, purtroppo... Ne dico due: Zidane e Del Piero».

A bruciapelo: le manca di più Tevez o Cristiano Ronaldo?

«No, quello che mi manca di più è il Pipita Higuain».

Non le basta Vlahovic?

«È ancora giovane, Dusan, ma deve darsi una mossa. È stato osannato troppo all’inizio e questo non può far bene a un giocatore non abituato alle grandi platee. Però...».

Però...

«Ho sentito parlare Vlahovic e mi piace il suo approccio alla vita e al calcio. Mi sembra un ragazzo per bene, umile. Sono convinto che si imporrà anche nella Juventus».

Chi le ricorda Vlahovic?

«Un po’ Padovano, che per me è stato un attaccante fortissimo. Ma in Vlahovic rivedo anche qualcosa di Boninsegna».

Se Vlahovic segnasse 30 gol?

«Lo inviterei a tutti i miei concerti».

Quando vede il Tottenham di Antonio Conte ha nostalgia dell’ex capitano e di Kulusevski, che è già diventato un idolo degli Spurs a suon di assist e gol?

«Ci sono giocatori che quando vengono alla Juventus faticano ad emergere e poi si trasferiscono altrove e diventano dei fenomeni. Il peso della maglia conta molto. Io non ho nostalgia di Conte. A me Allegri piace, ma vorrei vedere la mia squadra giocar bene. Vorrei divertirmi e, se possibile, gioire».

Si trovasse a cena con Andrea Agnelli, cosa chiederebbe al presidente sulla Juventus?

«La prima cosa che direi sarebbe questa: ritorniamo ad essere quello che eravamo, umili e vincenti!».

Si è appassionato anche alle Juventus Women?

«Sì. La mia preferita è Bonansea. Le ho anche scritto su Instagram, ma non mi risponde...».

Se ripensa al passato, qual è il primo aneddoto simpatico legato alla Juventus che le torna in mente?

«Nel 1986 sono a Barcellona per i quarti di Coppa dei Campioni. Al Camp Nou non finisce bene, perdiamo contro i blaugrana. Al ritorno in hotel invito Platini e Cabrini a bere qualcosa fuori. Ma ad un certo punto arriva il Trap e si incavola di brutto: “Tutti a letto, domenica abbiamo il Napoli”. Così sono andato via soltanto con la mia amica spagnola. E devo dire che ho smaltito bene la sconfitta...».

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