Juve, Vlahovic e Milik aspettano Di Maria

L’argentino esterno nel 4-4-2 o trequartista: è la via per le tre stelle e tra un po’ tornerà Chiesa… Nei primi 202 minuti assieme il serbo e il polacco si erano scambiati il pallone 3 volte. Solo col Bologna, ben 5: sfiorando il gol con una combinazione. L’intesa cresce e ora arriva anche il Fideo
Juve, Vlahovic e Milik aspettano Di Maria© Marco Canoniero

Passi avanti. L’intesa tra Del Piero e Trezeguet, per citare la coppia d’attacco più forte e affiatata almeno del ventunesimo secolo bianconero, resta un termine di paragone lontanissimo, ma d’altra parte Pinturicchio e Trezegol, oltre a essere naturalmente complementari, hanno giocato assieme undici stagioni. Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik, perché sono loro ad aver compiuto i suddetti passi avanti, lo hanno fatto per 282 minuti suddivisi in cinque partite: 9 minuti in Juventus-Roma, 68 a Parigi contro il Psg, 55’ (compreso recupero) contro la Salernitana, 70 contro il Benfica e 80 domenica sera contro il Bologna. Ed è proprio nella vittoria sui rossoblù, su cui peraltro entrambi hanno messo la firma, che si è cominciata a veder germogliare una certa intesa.

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Intesa che finora non si era vista e d’altro canto era anche abbastanza fisiologico che non si vedesse. Per quanto abbiano caratteristiche tecniche e tattiche diverse che possono permettere loro di giocare assieme in modo efficace, il serbo e il polacco sono comunque due centravanti, accomunati anche dalla struttura fisica, e sarebbe stato illusorio aspettarsi che tra loro l’intesa sbocciasse immediata per affinità elettive. Per lavorare bene assieme avevano, ed hanno ancora, bisogno di conoscersi: vale per tutti i calciatori, per loro un po’ di più (vedasi - primo fotogramma a fianco - il movimento identico compiuto all’11’ di Juventus-Bologna). Tempo che a Vlahovic e Milik è mancato non solo in termini di partite, ma soprattutto di allenamenti: il polacco è arrivato a Torino il 26 agosto e pertanto si è allenato assieme a DV9 per un mese scarso, tenuto conto degli impegni con le Nazionali. Il risultato sono stati gli appena tre passaggi riusciti che i due si sono scambiati nei primi 202 minuti giocati assieme, tra la Roma e il Benfica: un passaggio per ciascuno contro la Salernitana, uno di Milik a Vlahovic contro il Benfica (dati Wyscout).
Nel frattempo, però, i due centravanti hanno lavorato, sotto la supervisione di Massimiliano Allegri e del suo staff: e contro il Bologna in 80 minuti assieme i passaggi riusciti tra loro sono stati cinque, quasi il doppio in meno della metà del tempo. Con un dato curioso: tutti e cinque di Milik a Vlahovic. Il 5-0 difficilmente si ripeterà (non fosse stato per un passaggio di ritorno imperfetto - secondo fotogramma a fianco - al 30’ del primo tempo Vlahovic avrebbe mandato in porta Milik dopo un triangolo da coppia collaudatissima), però è più di una curiosità statistica: i passaggi del polacco al serbo saranno quasi sempre di più di quelli del serbo al polacco. Questione di caratteristiche: Milik è più abile nella gestione del pallone spalle alla porta e più portato ad andare incontro ai compagni per legare il gioco, assumendo quasi una posizione da trequartista. Posizione da cui può servire Vlahovic che facendo il movimento opposto attacca la profondità, azione in cui è molto più a proprio agio. Proprio con una combinazione di questo tipo contro il Bologna (terzo fotogramma a fianco) i due per poco non hanno confezionato il 4-0 al 21’ della ripresa: l’errore di mira di DV9 ha vanificato il finale, ma l’azione resta uno spot perfetto di quel che si potrà vedere nel prossimo futuro.

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Di Maria scalda i motori, poi toccherà a Chiesa

Un prossimo futuro in cui ci sarà anche Angel Di Maria, che domani contro il Maccabi Haifa tornerà a disposizione di Allegri dopo aver scontato il primo dei due turni di squalifica rimediati a Monza. Vista la posta in palio - d’obbligo una vittoria per continuare a sperare di passare agli ottavi di Champions - e visto che sabato a San Siro sarà di nuovo out, la presenza del Fideo dal primo minuto appare scontata. Proprio perché incombe la sfida di San Siro, Allegri potrebbe inizialmente far rifiatare uno due centravanti (in quel caso l’argentino potrebbe giocare a destra in un tridente, con Kean a sinistra, oppure da seconda punta), ma proprio per la necessità assoluta di segnare e magari chiudere anche presto la partita, non va esclusa l’ipotesi di vedere Di Maria con Vlahovic e Milik. Come? Due le strade, che peraltro potrebbero sovrapporsi. Da escludere un tridente classico (né il serbo né il polacco possono giocare larghi), il Fideo potrebbe giocare esterno di destra nel 4-4-2 con libertà di accentrarsi come ha fatto McKennie domenica sera. Oppure assumere stabilmente una posizione più centrale alle spalle della coppia d’attacco, in un 4-3-1-2. In ogni caso garantirebbe molta più qualità del texano nella rifinitura, ma anche meno inserimenti in area senza palla: mancanza che dovebbe essere compensata dai centrocampisti.

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Allegri può sorridere, dall'infermeria buone notizie

Intanto, pur concentrato su come inserire Di Maria con Milik e Vlahovic, Allegri può sorridere pensando che tra un po’ al momento delle scelte relative all’attacco potrà prendere in considerazione anche Federico Chiesa, rientrato ieri parzialmente in gruppo. Un 4-4-2 molto offensivo, con l’azzurro e il Fideo sulle fasce, sarebbe la soluzione per schierarli tutti, ma i due mediani dovrebbero restare bloccati e questo finirebbe con il limitare Pogba, anche lui speranzoso di tornare prima della sosta. “Un passo alla volta”, direbbe però Allegri: per poter contare su Chiesa e Pogba come titolari manca ancora tempo. Intanto meglio lavorare per sfruttare al massimo Vlahovic, Milik e Di Maria.

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