Vlahovic con Milik e Di Maria, Capello: "Tutti e 3 insieme? Certo, si può!”

Sabatini: "Ci pensa Max a farli coesistere”. L’ex tecnico di Juve, Milan e Real: "L'argentino a suo agio con due punte, i problemi sarebbero più per gli avversari”. Ravanelli: "È una soluzione, anche se Milik e Vlahovic si esaltano di più in un 4-4-2/3-5-2 con cross dalle fasce”
Vlahovic con Milik e Di Maria, Capello: "Tutti e 3 insieme? Certo, si può!”

TORINO - Dusan Vlahovic si è sbloccato, Arkadiusz Milik è il più in forma. E adesso che in Champions League rientra Angel Di Maria? Probabilmente Massimiliano Allegri li ruoterà: un po’ perché l’argentino sarà squalificato anche sabato contro il Milan e un po’ perché la Juventus è attesa da un tour de force prima del Mondiale. A meno di una nuova “Allegrata”. Tradotto: tutti dentro, cioè Di Maria insieme a Milik e Vlahovic. Con il Fideo versione trequartista (dietro alle due punte nel 4-3-1-2)), esterno con libertà d’azione (4-4-2) o mezz’ala di qualità come ai tempi del Real Madrid. Vestiti diversi, ma stesso fascino. Soprattutto per tentare quella rimonta nel girone di Champions che scatterà domani nel primo dei due match contro il Maccabi Haifa. Ma Di Maria insieme a Milik e Vlahovic sarebbe più un assetto affascinante o un azzardo? Abbiamo provato a capirlo osservando la questione da quattro angolature diverse. Quella dell’allenatore (Fabio Capello), del giocatore (Fabrizio Ravanelli), del dirigente (Walter Sabatini) e dell’agente (Andrea D’ Amico).

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Fabio Capello

"Tutti insieme? Certo che si può", assicura l’ex allenatore di Milan, Juventus, Roma e Real Madrid, adesso commentatore di punta di Sky Sport. "Di Maria già al Paris Saint Germain era abituato a giocare assieme a due attaccanti. Campioni sì, quelli parigini, ma non così portati a correre senza palla... Milik, invece, è una punta che svaria, rientra e lavora anche per la squadra. L’importante è che Di Maria sia in condizione, perché Angel ha tutto: intelligenza calcistica, qualità e poi mette in area “palle cattive”, velenose. Problemi di equilibrio? I problemi direi che, nel caso, sarebbero di più per gli avversari!".

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Walter Sabatini

Da un allenatore vincente a un grande uomo mercato come Walter Sabatini, ex ds di Salernitana, Bologna e Roma: "I giocatori possono sempre coesistere. Certo, servirebbe disponibilità e tutti e tre si dovrebbero sacrificare. Ma Milik è uno che corre già di suo. Potrebbe essere una buona soluzione per rimontare in Champions e in campionato. Quando rincorri, qualche rischio lo devi prendere. Senza contare che Di Maria, se sta bene, è un fenomeno ed è abituato a muoversi insieme a due attaccanti. Come li immaginerei? Al di là dei numeri e dei sistemi di gioco, Milik agirebbe da attaccante di collegamento, Vlahovic di sfondamento e Di Maria dispenserebbe la sua qualità partendo dall’esterno per poi accentrarsi seguendo il suo intuito. Tranquilli: il modo per farli stare bene insieme poi lo troverebbe Allegri, che è bravissimo. Ovviamente servirebbe un centrocampo aggressivo sulle seconde palle, ma la Juventus da questo punto di vista può contare su un Rabiot in crescita".

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Fabrizio Ravanelli

In un tridente, ai tempi della Champions 1996 con la Juventus, ci ha giocato per davvero Fabrizio Ravanelli, che all’epoca completava l’attacco composto da Gianluca Vialli e Alessandro Del Piero. "Di Maria, Milik e Vlahovic sono tre giocatori fantastici. Sicuramente sarebbe un trio affascinante. Detto questo, tanto Milik quanto Vlahovic sono punte che si esaltano quando ricevono i cross dalle fasce: li vedo meglio all’interno di un 4-4-2 classico o di un 3-5-2".

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Andrea D'Amico

"Una suggestione molto intrigante", racconta Andrea D’Amico, il regista dei trasferimenti estivi a Toronto di Lorenzo Insigne e Federico Bernardeschi. "Sarebbe un bel tridente - continua - però andrebbe supportato da un centrocampo con gli attributi per non perdere equilibrio. Perché se gli attaccanti fanno sognare i tifosi e vendere i biglietti, soprattutto in Italia si vince con le migliori difese. È stato così anche per la Juventus dei 9 scudetti consecutivi, che ha costruito la leggenda sulla forza della BBC Barzagli-Bonucci-Chiellini".

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