© Juventus FC via Getty ImagesAltro giro, altro... regalo. Da ieri la Juventus (insieme con 8, tra ex e attuali dirigenti) è ufficialmente in ballo anche sul secondo filone di indagini della Procura Federale nato dall’inchiesta Primsa della Procura di Torino. Un filone uno e trino, legato alla cosiddetta manovra stipendi delle stagioni 2019-20 e 2020-21, ai rapporti tra la Società e alcuni agenti sportivi, nonché a taluni presunti “rapporti di partnership” tra la Juventus e altri club. Da ieri, si intende, perché proprio in data 12 aprile 2023 la Procura Federale ha notificato la comunicazione di conclusione delle indagini in cui, appunto, ha sommariamente indicato i fatti contestati e l’articolo che si ritiene violato.
L'articolo 4, lo stesso del -15
L’articolo 4, comma uno, del codice di Giustizia Sportiva. Sì, esatto. Deja-vu. È lo stesso per il quale la Juventus è stata condannata a 15 punti di penalizzazione nel processo plusvalenze. L’articolo 4 specifica che i soggetti che fanno parte dell’ordinamento federale «sono tenuti all’osservanza dello Statuto, del Codice, delle Norme Organizzative Interne FIGC nonché delle altre norme federali e osservano i principi della lealtà, della correttezza e della probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva». La Juventus e alcuni suoi dirigenti, secondo la Procura, sono dunque stati “sleali”. Pertanto la società (art. 8) è punibile con «penalizzazione di uno o più punti in classifica; se la penalizzazione sul punteggio è inefficace in termini di afflittività nella stagione sportiva in corso è fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente».
