Giuntoli: “Allegri diamante Juve. La verità sullo scambio Vlahovic-Lukaku”

Il football director bianconero si racconta a Repubblica: dal rapporto con il tecnico toscano ai retroscena della trattativa dell'estate, passando per la Next Gen fino al caso Pogba
Giuntoli: “Allegri diamante Juve. La verità sullo scambio Vlahovic-Lukaku”© ag.Aldo Liverani

TORINO - E' Cristiano Giuntoli l'uomo scelto dalla Juventus per pianificare il futuro bianconero e tornare il prima possibile a vincere in Italia, ma anche e soprattutto in Europa con quella Champions che a Torino manca dal lontano 1996. Il direttore sportivo bianconero è arrivato in estate, dopo il trionfo a Napoli con il terzo Scudetto della storia azzurra, con un solo obiettivo: tornare a fare grande la Juventus.

A Repubblica, Giuntoli si racconta: “Mi vengono i lucciconi a pensare di non poter condividere tutto questo con il mio babbo Tiziano, che se ne è andato nel 2005. Al paese se lo ricordano tutti, era juventino fanatico, adorava Charles e Sivori, io sono cresciuto leggendo Caminiti su Tuttosport, i miei idoli erano Platini e Boniek. E poi Zoff, Gentile, Cabrini…”. Torna sul suo rapporto con i bianconeri Giuntoli che aggiunge: “Alla Juventus mi sento a casa. Nel ’98 guidai fino ad Amsterdam per la finale di Champions con il Real, gol in fuorigioco di Mijatovic, mi è rimasta qui”.

Giuntoli, dalla Next Gen al sogno Champions

Juventino dentro Cristiano Giuntoli che con la Juventus ha una missione importante da svolgere: “Bisogna abbassare il monte ingaggi e l’età media, avere più giovani che possano crescere nel club e costituire un valore. In più, creare un ambiente che guardi non solo al risultato ma alla prestazione. C’è un programma condiviso dall’ad Scanavino, da Allegri, da me e da Manna: tornare in Champions. Per il nostro obiettivo dichiarato le rivali sono Atalanta, Fiorentina, Lazio, Roma. Poi ci sono Napoli, Milan e Inter che sono avanti rispetto a noi, perché il loro progetto è partito molto prima”. Aspetto decisivo per raggiungere l'obiettivo è tutto il lavoro fatto con i giovani dal club bianconero: “La Next Gen è fondamentale per abbassare ingaggi ed età media. Penso a Huijsen o Yildiz che sono stabilmente in prima squadra e poi vanno a giocare con passione in Serie C. Ma anche a Iling, Soulé, Barrenechea, De Winter. Le seconde squadre costano, ma l’investimento torna moltiplicato e infatti gli altri club ci stanno pensando”.

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La trattativa Vlahovic-Lukaku e il caso Pogba

Sulle proprie qualità di scopritore di talenti, il football director della Juve chiarisce: “Metodo Giuntoli? Non mi piace il termine. Il calcio non è da one man show, solo tutti possiamo riportare la Juve dove merita. Io sono uno che aggrega. Il rapporto con Allegri non è mai stato complicato, lui è la punta di diamante del club. Siamo noi che dobbiamo portare la Juve al suo livello”. Poi rivela i dettagli di una delle operazioni che ha tenuto banco per tutta l'estate, quella tra Vlahovic e Lukaku: “C’era l’offerta del Chelsea per Vlahovic. Noi non volevamo cederlo, ma davanti a certi numeri avremmo accettato. Il Chelsea non è mai arrivato a quella cifra e lo scambio non si è fatto”. Infine un pensiero per Pogba: "Aspettiamo le controanalisi e decideremo il da farsi insieme al management. Rimpiazzarlo? Faremo un punto a Natale. Berardi è bravo ma ora, ripeto, vogliamo capire quanto valiamo noi”.

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TORINO - E' Cristiano Giuntoli l'uomo scelto dalla Juventus per pianificare il futuro bianconero e tornare il prima possibile a vincere in Italia, ma anche e soprattutto in Europa con quella Champions che a Torino manca dal lontano 1996. Il direttore sportivo bianconero è arrivato in estate, dopo il trionfo a Napoli con il terzo Scudetto della storia azzurra, con un solo obiettivo: tornare a fare grande la Juventus.

A Repubblica, Giuntoli si racconta: “Mi vengono i lucciconi a pensare di non poter condividere tutto questo con il mio babbo Tiziano, che se ne è andato nel 2005. Al paese se lo ricordano tutti, era juventino fanatico, adorava Charles e Sivori, io sono cresciuto leggendo Caminiti su Tuttosport, i miei idoli erano Platini e Boniek. E poi Zoff, Gentile, Cabrini…”. Torna sul suo rapporto con i bianconeri Giuntoli che aggiunge: “Alla Juventus mi sento a casa. Nel ’98 guidai fino ad Amsterdam per la finale di Champions con il Real, gol in fuorigioco di Mijatovic, mi è rimasta qui”.

Giuntoli, dalla Next Gen al sogno Champions

Juventino dentro Cristiano Giuntoli che con la Juventus ha una missione importante da svolgere: “Bisogna abbassare il monte ingaggi e l’età media, avere più giovani che possano crescere nel club e costituire un valore. In più, creare un ambiente che guardi non solo al risultato ma alla prestazione. C’è un programma condiviso dall’ad Scanavino, da Allegri, da me e da Manna: tornare in Champions. Per il nostro obiettivo dichiarato le rivali sono Atalanta, Fiorentina, Lazio, Roma. Poi ci sono Napoli, Milan e Inter che sono avanti rispetto a noi, perché il loro progetto è partito molto prima”. Aspetto decisivo per raggiungere l'obiettivo è tutto il lavoro fatto con i giovani dal club bianconero: “La Next Gen è fondamentale per abbassare ingaggi ed età media. Penso a Huijsen o Yildiz che sono stabilmente in prima squadra e poi vanno a giocare con passione in Serie C. Ma anche a Iling, Soulé, Barrenechea, De Winter. Le seconde squadre costano, ma l’investimento torna moltiplicato e infatti gli altri club ci stanno pensando”.

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