© Juventus FC via Getty ImagesTORINO - In questa prima parte della stagione Thiago Motta gli elogi più marcati li ha spesi per Khephren Thuram. L’ultima volta proprio dopo il match di sabato a Meazza contro il Milan, in cui il francese non a caso ha vinto il premio di miglior giocatore dell’incontro. L’unico tra le due squadre a impressionare per le sue scorribande verticali palla al piede in cui non c’era modo di fermarlo, nemmeno provando a fargli fallo con cariche plateali. Un tir in discesa senza freni, impressionante. Ma non c’è da stupirci, l’ex giocatore del Nizza dopo aver speso settembre e ottobre per assimilare al meglio le richieste tattiche del tecnico, ha cominciato a sfruttare la fiducia che Motta ha iniziato a dargli con continuità visto che ormai da cinque partite di fila parte tra i titolari per formare con Locatelli la mediana a due in grado di offrire qualità e quantità. Al momento al transalpino figlio d’arte manca solo il gol, anche se nel vantaggio bianconero di Udine ci ha messo più dello zampino con il diagonale sul palo lontano, la palla che torna in campo e sbattendo sulla schiena del portiere finisce in rete. In ogni caso l’allenatore italobrasiliano è già contento così dell’apporto che l’ex giocatore del Nizza sta offrendo, peraltro con margini di miglioramento destinati a concretizzarsi man mano che l’autostima prenderà piede nel suo spirito.
Per fisico, ruolo in campo e caratteristiche tecniche il parallelo con Adrien Rabiot nasce in maniera spontanea. Del resto quando Rabiot ha deciso di non prolungare il contratto in scadenza con la Juventus, ecco il direttore tecnico Cristiano Giuntoli pigiare il piede sull’acceleratore per affondare e chiudere la trattativa con Thuram, un’operazione che sta diventando un affare sotto tanti punti di vista. Anche economico visto che il ragazzo ventitreenne guadagna due milioni di euro rispetto agli 8 che percepiva Cavallo pazzo.
Il paragone
Ma dunque chi è più forte tra i due? Presto per dirlo, però alcuni spunti statistici tra il Thuram di questo inizio di stagione e il Rabiot della scorsa raccontano che il nuovo arrivato ha un peso specifico maggiore nell’economia della manovra. I numeri al riguardo sono questi: media di 3,48 passaggi progressivi a partita per Thuram rispetto a 2,44 per Rabiot (si tratta dei passaggi che consentono di guadagnare metri di campo o all’interno dell’area avversaria), 88,1% di passaggi completati rispetto agli 82,2% di Rabiot, 68,5 tocchi di palla a partita per lo juventino rispetto ai 51,7 dell’ex bianconero. Tenuto conto del fatto che Thuram deve ancora fare esperienza essendo alla sua prima stagione in Serie A e ha solo 23 anni, è chiaro che lo sliding door è destinato a diventare un vero affare per la Juventus. Che mercoledì scenderà in campo ancora con la coppia Locatelli-Thuram e un Koopmeiners che dovrebbe poter godere di una condizione fisica migliore rispetto a quella di Milano. Contro i rossoneri l’olandese ha voluto dare comunque una mano alla squadra nonostante avesse quasi 38 di febbre. Troppi gli errori anche di misura per un giocatore del suo livello ma ecco svelato il motivo della sua prestazione sottotono. La speranza è che recuperi al meglio in questi tre giorni che separano dalla sfida di mercoledì sera in casa dell’Aston Villa.
