© Getty ImagesROMA - Victor Osimhen è una boa di salvataggio. In campo, certo, perché è il prototipo di quei centravanti che ti sanno fare “reparto da soli”: corsa, profondità, botte e soprattutto parecchi gol. Ma lo sta diventando anche in termini di mercato perché aggrappandosi a lui si può resistere alle onde del malumore e proporre un’uscita dalle secche della crisi. Costosa (ma in fondo ci sono momenti in cui i bilanci si possono trascurare un attimo), ma salvifica tanto dal punto di vista mediatico quanto da quello tecnico. Poi sì: bisogna riuscire a trovare modi, tempi (e soldi) per riuscire a portarlo a casa. In questo caso a Torino.
L'ostracismo del Napoli
Cristiano Giuntoli ci sta provando da tempo, forte di un rapporto consolidato con Roberto Calenda (ma attenzione, perché l’attaccante sta spostando i propri interessi verso la Svizzera), storico agente del giocatore, e con lo stesso nigeriano. Poi, e non è un dettaglio, c’è da superare l’ostracismo del Napoli che è determinato a cedere all’estero l’attaccante: la clausola da 75 milioni potrebbe neppure troppo paradossalmente favorire una soluzione, considerato che molti club di Premier League hanno disponibilità per onorare tale richiesta. In relazione a quel che filtra da Napoli, l’offerta dei bianconeri si sarebbe spinta a 80 milioni ricevendo una risposta stentorea dai dirigenti azzurri: non si discute per meno di 100. Chiaramente una provocazione con un significato neppure troppo recondito: il nostro non è un “no” a prescindere, ma per voi non si scende al di sotto di certe cifre e, soprattutto, ne parleremo più avanti, solo se e quando non avremo trovato un sistemazione alternativa per Osimhen.
