© .TORINO - Addolciti ormai i bollenti spiriti post qualificazione in Champions - con Tudor che ha concesso a tutto il gruppo squadra una settimana di sosta, prima della ripresa dei lavori di lunedì scorso - alla Continassa è scattato ufficialmente il timer mondiale. Sì, perché mancano esattamente due settimane all’esordio della Juventus nella rassegna americana con l’Al Ain. Il tecnico avrà a disposizione poco più di una manciata di sessioni di allenamento, per giunta con una rosa decimata dagli impegni con le rispettive nazionali, prima che i bianconeri salgano a bordo del charter diretto a Washington Dc. Un’occasione preziosa per ergere le fondamenta della Juve che verrà. Per capire appieno - tra profili di rientro da prestiti, ed altri già con la valigia pronta - quali interpreti manchino all’organico bianconero e quali, invece, meritino una riconferma in vista della prossima stagione. Si ragionerà con calma, freddezza e senza forzature, giorno dopo giorno, tra una sessione di allenamento e l’altra. Un modus operandi - almeno sulla carta - incompatibile con il caotico e sfavillante logorio delle metropoli americane.

