Aumento di capitale in casa Juventus? Per il momento tutto tace, sebbene l’ipotesi di una nuova iniezione di liquidità non sia affatto da escludere. Anche perché, sì, non è arrivato Randal Kolo Muani a Torino, ma comunque il club bianconero ha portato a termine le operazioni per arrivare a Lois Openda e Edon Zhegrova. Nel comunicato del 28 marzo, in realtà, una menzione su questo tema era presente: l’azionista di maggioranza comunicò l’immissione di 15 milioni di euro.
Juve, minimo 15 milioni e...
Ufficialmente come rafforzamento del «profilo patrimoniale e finanziario» del club. Ma la postilla riferita a quella cifra lasciava intendere un «aumento di capitale, per un importo minimo pari a 15 milioni (pari, cioè, al versamento in conto futuro aumento di capitale) e sino ad un importo massimo pari al 10% dell’attuale capitalizzazione di mercato». In sostanza, un acconto di un possibile, eventuale e futuro aumento di capitale di una somma nettamente maggiore, compresa tra i 110 e 120 milioni.
Perché il discoro è rimasto in sospeso
Il 30 giugno, in maniera analoga, ne sono stati versati altri 15, con la stessa premessa di marzo, ovvero un anticipo di un futuro aumento di capitale decisamente consistente (tra gli 85 e i 90 milioni). Sì, il discorso è rimasto in sospeso anche perché si attendeva la fine della finestra estiva di mercato per avere una panoramica più chiara relativa alle entrate e alle uscite.
