Aumento di capitale Juve, ora si decide: il lavoro di Comolli e il piano di Elkann

Tra marzo e giugno sono già stati versati 30 milioni da Exor: ora servirà tirare le somme per capire i prossimi sviluppi

Aumento di capitale in casa Juventus? Per il momento tutto tace, sebbene l’ipotesi di una nuova iniezione di liquidità non sia affatto da escludere. Anche perché, sì, non è arrivato Randal Kolo Muani a Torino, ma comunque il club bianconero ha portato a termine le operazioni per arrivare a Lois Openda e Edon Zhegrova. Nel comunicato del 28 marzo, in realtà, una menzione su questo tema era presente: l’azionista di maggioranza comunicò l’immissione di 15 milioni di euro.

Juve, minimo 15 milioni e...

Ufficialmente come rafforzamento del «profilo patrimoniale e finanziario» del club. Ma la postilla riferita a quella cifra lasciava intendere un «aumento di capitale, per un importo minimo pari a 15 milioni (pari, cioè, al versamento in conto futuro aumento di capitale) e sino ad un importo massimo pari al 10% dell’attuale capitalizzazione di mercato». In sostanza, un acconto di un possibile, eventuale e futuro aumento di capitale di una somma nettamente maggiore, compresa tra i 110 e 120 milioni.

Perché il discoro è rimasto in sospeso

Il 30 giugno, in maniera analoga, ne sono stati versati altri 15, con la stessa premessa di marzo, ovvero un anticipo di un futuro aumento di capitale decisamente consistente (tra gli 85 e i 90 milioni). Sì, il discorso è rimasto in sospeso anche perché si attendeva la fine della finestra estiva di mercato per avere una panoramica più chiara relativa alle entrate e alle uscite.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Elkann sempre vicino al club

In questo senso Damien Comolli, con i colpi di reni delle trattative portate alla fumata bianca per Openda e Zhegrova (oltre alle uscite importanti di Savona e Nico Gonzalez, in direzione Nottingham Forest e Atletico Madrid), ha saputo navigare in un mare tempestoso. Garantendo una Juventus competitiva a livello tecnico a Igor Tudor, senza perdere la bussola sulle finanze. In ogni caso, però, è possibile che a breve verranno nuovamente esaminati i conti: l’aumento di capitale, infatti, sanerebbe gli errori commessi nelle precedenti finestre di mercato.

Elkann, i milioni versati e la svolta

John Elkann finora è sempre stato vicino al club: fisicamente e anche sotto il profilo finanziario, basti pensare che dal 2019 al 2024 sono stati completati tre aumenti di capitale per un totale di 900 milioni (573 sono figli di Exor). Il triennio 2024-2027, nell’immaginario del club, avrebbe dovuto rappresentare quello della svolta verso l’autosufficienza. Ma il progetto è ancora lontano dalla definizione, sebbene Comolli sia stato scelto proprio per insistere su questa rotta, considerando il brillante lavoro svolto al Tolosa.

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Juve, somme da tirare

L’aumento di capitale, però, potrà servire per incrementare la competitività della Juventus nell’immediato. A breve la società tirerà le somme. Ripensando a com’è andata l’estate e ragionando in chiave futura, senza perdere di vista il valore degli obiettivi sportivi. Ma il focus sulla sostenibilità finanziaria resta al centro di ogni discorso, soprattutto immaginando il domani bianconero.

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Aumento di capitale in casa Juventus? Per il momento tutto tace, sebbene l’ipotesi di una nuova iniezione di liquidità non sia affatto da escludere. Anche perché, sì, non è arrivato Randal Kolo Muani a Torino, ma comunque il club bianconero ha portato a termine le operazioni per arrivare a Lois Openda e Edon Zhegrova. Nel comunicato del 28 marzo, in realtà, una menzione su questo tema era presente: l’azionista di maggioranza comunicò l’immissione di 15 milioni di euro.

Juve, minimo 15 milioni e...

Ufficialmente come rafforzamento del «profilo patrimoniale e finanziario» del club. Ma la postilla riferita a quella cifra lasciava intendere un «aumento di capitale, per un importo minimo pari a 15 milioni (pari, cioè, al versamento in conto futuro aumento di capitale) e sino ad un importo massimo pari al 10% dell’attuale capitalizzazione di mercato». In sostanza, un acconto di un possibile, eventuale e futuro aumento di capitale di una somma nettamente maggiore, compresa tra i 110 e 120 milioni.

Perché il discoro è rimasto in sospeso

Il 30 giugno, in maniera analoga, ne sono stati versati altri 15, con la stessa premessa di marzo, ovvero un anticipo di un futuro aumento di capitale decisamente consistente (tra gli 85 e i 90 milioni). Sì, il discorso è rimasto in sospeso anche perché si attendeva la fine della finestra estiva di mercato per avere una panoramica più chiara relativa alle entrate e alle uscite.

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