Non è tempo di rivoluzioni, la Juventus ne ha vissute troppe negli ultimi anni per affrontarne un’altra, soprattutto se non necessaria. Ma qualche cambiamento è fisiologico, perché il Consiglio d’Amministrazione è in scadenza e oggi si troverà ad approvare il bilancio per l’ultima volta con quella formazione. Tre anni fa l’avevano definito un CdA di guerra, perché doveva affrontare le tempeste giudiziarie della vicenda plusvalenze/manovra stipendi che aveva azzerato il precedente Consiglio e quasi tutta la dirigenza. C’erano accordi da trovare con l’Uefa, era necessario confrontarsi con la Figc e la giustizia sportiva, andavano gestiti i rapporti con la Consob: i dirigenti e i consiglieri dovevano fronteggiare un uragano e rimediare ai suoi effetti. Tre anni dopo, la tempesta è passata, l’emergenza è stata arginata e la Juventus ha iniziato un periodo di ricostruzione sportiva, fallita nella scorsa stagione e ritentata in questa. E proprio il cambiamento di scenario spinge alle modifiche che dovrebbero andare in scena nelle prossime settimane, in cui uomini più esperti di calcio prenderanno il posto dei manager che hanno gestito la crisi.

Juve, Scanavino saluta: Comolli nuovo amministratore delegato
Saluterà Maurizio Scanavino che, attualmente, occupa la posizione di amministratore delegato e lascerà la società e il Consiglio di amministrazione. Uomo di fiducia di John Elkann, doveva spegnere l’incendio finanziario che lo ha portato a firmare perdite di bilancio paurose (200 milioni l’anno scorso). Oggi siglerà un bilancio con perdite molto inferiori (probabilmente intorno ai 50 milioni) e, comunque, ha portato avanti una politica di risanamento, che dovrebbe consentire al club di vedere il pareggio di bilancio in tempi non troppo lunghi. Probabilmente troverà un ruolo nella galassia Exor, nella quale si è già occupato di tutto, dall’industria all’editoria. Al suo posto salirà Damien Comolli: tecnicamente una promozione, anche se il suo ruolo è stato chiaro fin da luglio quando è sbarcato sul pianeta bianconero con pieni poteri. Adesso assumerà anche le deleghe da amministratore delegato ed entrerà nel Consiglio di Amministrazione. Non una novità per lui che, prima di andare alla Juventus, aveva ricoperto il ruolo di presidente del Tolosa. Dal punto di vista della gestione sportiva, quindi, non cambia nulla: Comolli era il capo e il capo rimane, con qualche responsabilità in più su fronti extra sportivi. Parlando strettamente di calcio, inciderà di più la scelta del direttore sportivo, l’ultima casella vuota dell’organigramma bianconero, che proprio Comolli sta valutando attentamente come riempire. Non cambia nemmeno la linea: Elkann vorrebbe riportare sulla linea di galleggiamento i conti della società, cercando di non compromettere la competitività sportiva della squadra. Questo è il mantra di Comolli, che ha il compito di traghettare la Juve in un momento difficile per il calcio italiano e con le big europee che fatturano il doppio.
