© GettyImagesMILANO - Mara Maionchi ha la Juventus nel cuore. Da sempre. Fin da bambina. «C’è una motivazione storica», ci racconta. «Mio padre era di Lucca. E a Lucca, come in altri paesi della Toscana, pur di non tenere per la Fiorentina, si sceglieva una squadra diversa e mio padre scelse la Juve. E naturalmente io sono cresciuta con papà, con la sua passione per il bianco e il nero. Per cui io ho ereditato questa malattia…». Una “malattia” che non hanno ereditato le due sue figlie: Giulia e Camilla. «Mio marito Alberto Salerno è tifoso del Milan e loro hanno seguito il tifo del loro padre come io ho seguito quello del mio. Anche se non sono più sfegatata come una volta».
E visto che le “delusioni” non vengono mai da sole, il figlio di Giulia, il piccolo Nicolò ha deciso di “tradire” la nonna per seguire, anche lui, la squadra del proprio papà: «Il padre ha avuto, come è giusto che sia, un’influenza superiore a quella della nonna, per cui mio nipotino che era juventino, adesso è interista. Mi ha ridato indietro anche tutte le maglie che gli avevo comprato. Devo essere sincere che un po’ mi è dispiaciuto. Ora sono da sola in famiglia». Ma c’è anche un certo romanticismo nel tifo di Mara: «La Juventus è l'unica cosa che mi è rimasta, una delle ultime cose che mi è rimasta di papà»
Questa Juve può vincere?
«Oggi è un po’ presto per dire che questa squadra sia da scudetto. Ma una squadra come la Juventus ha l’obbligo di scendere in campo per vincere. Sempre».
Con chi se la gioca?
«Il Napoli è una grande squadra e poi c’è Antonio Conte in panchina. Una garanzia. Poi il Milan, l’Inter, la Roma. Le solite insomma…».
