Fernando Llorente sa benissimo quanto la maglia della Juventus pesi. Soprattutto quando abitui i tifosi a vincere, come nella sua epoca bianconera, divisa tra l'era Conte e quella Allegri. Il peso di certe partite, per un centravanti, si fa sentire. Ne è consapevole pure lui, che con la Juve in Champions League ha lasciato due volte il segno contro il Real Madrid nella fase a girone. Non bastò ai bianconeri per volare agli ottavi, nel 2013. Ma poi Llorente si è tolto lo sfizio di compiere un grande cammino l'anno dopo, quello che ha portato la Juve a giocarsi a Berlino il trono d'Europa, sfilato via solo dal Barcellona. Fernando si trova a Vila-Real nella squadra di Prime Video che trasmetterà stasera la partita in esclusiva in Italia.
Llorente e gli anni alla Juve
Fernando Llorente, lei ha vissuto una Juve competitiva anche in Champions League. Che cosa manca per rivedere una squadra forte come quella?
"Alla Juve di oggi manca l'esperienza per essere subito competitiva: negli ultimi due anni c'è stato un profondo rinnovamento. Nel 2013, quando arrivai a Torino, il gruppo veniva da due campionati di fila vinti. E c'era una spina dorsale forte, rappresentata dagli italiani, fenomeni assoluti in campo e grandi leader all'interno dello spogliatoio. Questa è una Juve in costruzione, non hanno ancora raggiunto la maturità per vincere. Gli ultimi due pareggi in particolare hanno ridato una dimensione normale alle prestazioni di questo avvio di stagione, nonostante la squadra abbia fatto di più dell'avversario. Se vuoi vincere, però, devi ottenere il massimo dalle partite in cui giochi meglio. Basti pensare al Napoli: sì, la società ha speso tanto per accontentare Conte, ma sbagliano pochissimo. C'è un grande lavoro dell'allenatore, bravissimo ad esaltare ogni singolo".
