Altra Juve inedita per Tudor: la sorpresa Perin e la staffetta per il Villarreal

Bremer e Thuram rimangono a Torino, Di Gregorio in panchina: il perché delle scelte del tecnico bianconero

Necessità e virtù, un po' mescolate, un po' forzate, ma che di sicuro daranno un volto diverso alla Juventus di Vila-Real. Il sorriso in conferenza di Igor Tudor, con ogni probabilità, cercava pure di mascherare qualche scelta più pepata di formazione. E per capire le intenzioni, si può iniziare in ordine quasi (calcisticamente) alfabetico. Cioè dal portiere. Ecco, toccherà subito a Mattia Perin. Dal primo minuto. Con Michele Di Gregorio destinato a tornare tra i pali solamente nella sfida di campionato contro il Milan. Per la prima volta, il tecnico croato sceglie di schierare il secondo, pochi giorni dopo aver difeso la prima opzione. I tempi erano maturi, la burrasca in fondo già passata. E a tal proposito: la curiosità di tutti, e del mister in particolare, è quella di capire quanto impermeabile sia la squadra senza Gleison Bremer. Il brasiliano ieri si è allenato con i compagni, alla Continassa. Per un discorso di gestione la decisione è stata quella di trattenerlo a Torino, dove potrà lavorare con più tranquillità in vista di un weekend diverso dagli altri. Tudor l'ha spiegato in conferenza: "Gleison come Thuram: hanno problemini che non permettono di scendere in campo, ma dovrebbero esserci per il Milan".

Juve, le ultime in vista del Villarreal

Sulla difesa, complice un siparietto con Cabal, l'allenatore si è lasciato più incautamente scappare la forte possibilità che il colombiano giochi dall'inizio. Può farlo da terzo, con Gatti sul lato destro e stavolta Kelly da uomo a guida dei braccetti. In questo modo, sarebbe Pierre Kalulu - avanti su Joao Mario - a tornare sulla fascia destra, con l'out mancino contemporaneamente occupato da Cambiaso. Le prove a supporto di questa tesi sono arrivate e sono state pure parecchie, la sensazione infatti è che Igor voglia affidarsi a una squadra rodata, che trovi presto punti di riferimento in un campo in cui avversari, pubblico e posta in gioco potranno aumentare il peso specifico del match. Per questo sarà determinante la gestione del centrocampo e in particolar modo degli interpreti scelti: nel discorso dei "cento metri da correre" per garantire equilibrio, Tudor ha infilato pensieri da doppia mediana di forza.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La suggestione e la staffetta

Senza Thuram, pur avendo contemplato la possibilità di inserire Koopmeiners dal primo minuto, la suggestione McKennie è quella più percorribile. L'americano - di fianco a Locatelli, confermato dal primo minuto - dà garanzie, forza, la possibilità di aggiungere un uomo in più sulla trequarti qualora la partita lo dovesse richiedere. In più, capisce i momenti della partita, come pochi e forse nessuno in questo momento. Insomma: c'è un senso ed è logico, forse troppo. Servirebbe allora mixarlo a fantasia, giocate, abitudine nel saltare l'uomo. La decisione chiave dipenderà praticamente tutta da Chico Conceiçao: il punto sarà rischiarlo o meno, evitare quanto accaduto a Verona - pur con gol siglato, e importante - per poi magari perderlo contro il Milan. Perseverare sarebbe diabolico, se solo non ci fosse questo Zhegrova ancora a corto di condizione, per il quale si prevede il ritorno a pieni giri dopo la prossima sosta. Fino all'ultimo, Igor terrà aperto questo ballottaggio, come quello sull'uomo di fianco a Locatelli. Fino all'ultimo, si prenderà un momento per il gioco delle tre punte: una c'è, le altre due scompaiono. Al momento, nel mescolare e rimescolare, la carta più evidente è quella di David. Con Yildiz, naturalmente. Chiamato nuovamente, sempre a decidere.

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Necessità e virtù, un po' mescolate, un po' forzate, ma che di sicuro daranno un volto diverso alla Juventus di Vila-Real. Il sorriso in conferenza di Igor Tudor, con ogni probabilità, cercava pure di mascherare qualche scelta più pepata di formazione. E per capire le intenzioni, si può iniziare in ordine quasi (calcisticamente) alfabetico. Cioè dal portiere. Ecco, toccherà subito a Mattia Perin. Dal primo minuto. Con Michele Di Gregorio destinato a tornare tra i pali solamente nella sfida di campionato contro il Milan. Per la prima volta, il tecnico croato sceglie di schierare il secondo, pochi giorni dopo aver difeso la prima opzione. I tempi erano maturi, la burrasca in fondo già passata. E a tal proposito: la curiosità di tutti, e del mister in particolare, è quella di capire quanto impermeabile sia la squadra senza Gleison Bremer. Il brasiliano ieri si è allenato con i compagni, alla Continassa. Per un discorso di gestione la decisione è stata quella di trattenerlo a Torino, dove potrà lavorare con più tranquillità in vista di un weekend diverso dagli altri. Tudor l'ha spiegato in conferenza: "Gleison come Thuram: hanno problemini che non permettono di scendere in campo, ma dovrebbero esserci per il Milan".

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Sulla difesa, complice un siparietto con Cabal, l'allenatore si è lasciato più incautamente scappare la forte possibilità che il colombiano giochi dall'inizio. Può farlo da terzo, con Gatti sul lato destro e stavolta Kelly da uomo a guida dei braccetti. In questo modo, sarebbe Pierre Kalulu - avanti su Joao Mario - a tornare sulla fascia destra, con l'out mancino contemporaneamente occupato da Cambiaso. Le prove a supporto di questa tesi sono arrivate e sono state pure parecchie, la sensazione infatti è che Igor voglia affidarsi a una squadra rodata, che trovi presto punti di riferimento in un campo in cui avversari, pubblico e posta in gioco potranno aumentare il peso specifico del match. Per questo sarà determinante la gestione del centrocampo e in particolar modo degli interpreti scelti: nel discorso dei "cento metri da correre" per garantire equilibrio, Tudor ha infilato pensieri da doppia mediana di forza.

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