Como e Juve, altro che Davide contro Golia: è una sfida da ricchi!

I due club, insieme, hanno speso più di mezzo miliardo nelle ultime due stagioni

TORINO - Altro che Davide contro Golia. Stamattina al Sinigaglia più che una classica domenicale di Serie A, si giocherà una sfida da copertina di Forbes. Da una parte i fratelli Hartono, i due magnati più ricchi dell’Indonesia, che - tra il gruppo famigliare Djarum e Sent Entertainment (l’azienda che sulla carta detiene la proprietà del club) - vantano un patrimonio netto combinato di 50 miliardi di dollari. Dall’altra, la Juventus di Exor, la cassaforte della famiglia Elkann-Agnelli, con 36 miliardi di patrimonio netto. Un incrocio destinato a frantumare qualsiasi cliché. Guai, infatti, a guardare al Como come la “piccola romantica” risalita un passo alla volta dalle categorie inferiori: la realtà racconta di un club ambizioso, che ragione in grande, forte di un portafoglio incompatibile con quello delle altre potenze di Serie A.

Fabregas tecnico manager

Come del resto ha sottolineato lo stesso Tudor nella conferenza stampa di presentazione di ieri: «Sarà una gara difficile. Il Como è una finta piccola visto che spende così tanti soldi. Poi tutti i giocatori gli ha scelti l’allenatore: è una cosa che non si vede tutti i giorni...». Altro tratto unico nel suo genere - se vogliamo - almeno in Serie A, dove non è mai esistita la figura del tecnico manager (con le dovute proporzioni) “alla Ferguson”, e cioè in prima fila per quanto concerne le strategie da porre in essere sul mercato. Fabregas, attraverso una fitta rete di scouting, negli ultimi due anni - al fianco di Carlaberto Ludi, ds dei lariani - ha scelto ogni singolo interprete, prediligendo profili giovani, futuribili e dalle spiccate doti tecniche. E la proprietà l’ha assecondato, senza badare a spese.

Como e Juve, quanto hanno speso

Como e Juventus, nell’ultimo biennio, rientrano infatti tra i club di Serie A che hanno speso di più sul mercato. Solo quest’estate, i bianconeri hanno tirato fuori 137.3 milioni di euro, tra acquisti (per ridisegnare il parco attaccanti), prestiti e riscatti, a cominciare da Kalulu e Kelly, passando per Di Gregorio, Conceiçao e Nico Gonzalez, parcheggiato momentaneamente in Spagna, nella speranza che l’Atletico ne rilevi il cartellino a fine stagione. Il Como non è stato da meno: dopo la sessione record dell’anno scorso - con oltre 97 milioni spesi in entrata - quest’anno ha toccato quota 107. Soldi sperperati? Macché: la maggior parte (per non dire tutti) dei profili ingaggiati nelle ultime due sessioni ha visto il proprio valore di mercato schizzare alle stelle. Basti pensare a Nico Paz, acquistato per 6 milioni dal Real Madrid (che detiene ancora il 50% sulla sua futura rivendita) e oggi valutato intorno ai 100, o ai vari Assane Diao (preso a 6 e oggi valutato 30), Caqueret, Perrone, Douvikas...

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

A Como nessuno arriva per caso, alla Juve...

A Como nessuno arriva per caso. E le recenti prestazioni degli ultimi acquisti estivi (tra cui Jesus Rodriguez, Baturina e Kuhn) lo stanno confermando. Ma si potrebbe dire lo stesso di chi si è unito ai bianconeri negli ultimi due anni? Troppo presto per valutare l’impatto dei vari Zhegrova, Openda, David e Joao Mario, considerando lo scarso minutaggio registrato fin qui.

Chi della Juve ha incrementato il suo valore

Quanto al resto dei tesserati, solo in quattro hanno incrementato il proprio valore: Kalulu, Adzic, Chico e Thuram. E se Di Gregorio, Cabal e Kelly vantano - più o meno - lo stessa quotazione dai rispettivi arrivi in bianconero, calano a picco, invece, le valutazioni di Koopmeiners, Nico Gonzalez, Douglas Luiz. Il contesto - per carità - fa tutta la differenza del mondo, ma il Como sta dimostrando che la disponibilità economica senza progettualità, rischia di rivelarsi fine a se stessa. 

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TORINO - Altro che Davide contro Golia. Stamattina al Sinigaglia più che una classica domenicale di Serie A, si giocherà una sfida da copertina di Forbes. Da una parte i fratelli Hartono, i due magnati più ricchi dell’Indonesia, che - tra il gruppo famigliare Djarum e Sent Entertainment (l’azienda che sulla carta detiene la proprietà del club) - vantano un patrimonio netto combinato di 50 miliardi di dollari. Dall’altra, la Juventus di Exor, la cassaforte della famiglia Elkann-Agnelli, con 36 miliardi di patrimonio netto. Un incrocio destinato a frantumare qualsiasi cliché. Guai, infatti, a guardare al Como come la “piccola romantica” risalita un passo alla volta dalle categorie inferiori: la realtà racconta di un club ambizioso, che ragione in grande, forte di un portafoglio incompatibile con quello delle altre potenze di Serie A.

Fabregas tecnico manager

Come del resto ha sottolineato lo stesso Tudor nella conferenza stampa di presentazione di ieri: «Sarà una gara difficile. Il Como è una finta piccola visto che spende così tanti soldi. Poi tutti i giocatori gli ha scelti l’allenatore: è una cosa che non si vede tutti i giorni...». Altro tratto unico nel suo genere - se vogliamo - almeno in Serie A, dove non è mai esistita la figura del tecnico manager (con le dovute proporzioni) “alla Ferguson”, e cioè in prima fila per quanto concerne le strategie da porre in essere sul mercato. Fabregas, attraverso una fitta rete di scouting, negli ultimi due anni - al fianco di Carlaberto Ludi, ds dei lariani - ha scelto ogni singolo interprete, prediligendo profili giovani, futuribili e dalle spiccate doti tecniche. E la proprietà l’ha assecondato, senza badare a spese.

Como e Juve, quanto hanno speso

Como e Juventus, nell’ultimo biennio, rientrano infatti tra i club di Serie A che hanno speso di più sul mercato. Solo quest’estate, i bianconeri hanno tirato fuori 137.3 milioni di euro, tra acquisti (per ridisegnare il parco attaccanti), prestiti e riscatti, a cominciare da Kalulu e Kelly, passando per Di Gregorio, Conceiçao e Nico Gonzalez, parcheggiato momentaneamente in Spagna, nella speranza che l’Atletico ne rilevi il cartellino a fine stagione. Il Como non è stato da meno: dopo la sessione record dell’anno scorso - con oltre 97 milioni spesi in entrata - quest’anno ha toccato quota 107. Soldi sperperati? Macché: la maggior parte (per non dire tutti) dei profili ingaggiati nelle ultime due sessioni ha visto il proprio valore di mercato schizzare alle stelle. Basti pensare a Nico Paz, acquistato per 6 milioni dal Real Madrid (che detiene ancora il 50% sulla sua futura rivendita) e oggi valutato intorno ai 100, o ai vari Assane Diao (preso a 6 e oggi valutato 30), Caqueret, Perrone, Douvikas...

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A Como nessuno arriva per caso, alla Juve...