Il messaggio che arriva forte e chiaro, nelle parole di Khephren Thuram, è che la squadra sta dalla parte dell’allenatore, in maniera compatta. Di per sé, non una novità, dato che il rapporto tra Igor Tudor e i suoi giocatori è sempre stato eccellente e mai in discussione. Però ora più che mai l’allenatore croato ha bisogno che il gruppo dia un segnale forte a livello di prestazione prima e di risultato poi. La sconfitta di Como brucia ancora e, per diventare a tutti gli effetti acqua passata, è necessario mostrare una reazione forte a Madrid, in un contesto diverso e con un avversario di altro peso specifico. Il confronto di squadra c’è stato, come confermato dal centrocampista francese alla vigilia: "Certamente abbiamo parlato in un breve incontro nello spogliatoio, era importante confrontarci su quanto successo, però non serve far drammi, non dobbiamo avere paura di niente, dobbiamo continuare su questa strada: abbiamo un ottimo allenatore ed è nostro dovere seguirlo, Tudor crede in noi e noi dobbiamo assolutamente fare qualcosa di più. Le responsabilità che ci dobbiamo prendere sono molto chiare: siamo noi ad andare in campo e siamo noi a vincere e perdere, abbiamo massima fiducia in quello che facciamo e abbiamo massima fiducia nel nostro tecnico. Vogliamo vincere tutte le partite".
"Non abbiamo paura, sono fiducioso"
Le insidie sono tante, a Madrid: clima infuocato, squadra tecnica già affrontata al Mondiale per Club (Thuram fu tra i più positivi della Juve in quella sconfitta a Miami), obbligo di fare risultato. Ma Khephren non vuole sentire parlare di paura: "Sappiamo di affrontare una grande d’Europa. Però anche noi siamo una buona squadra, abbiamo fiducia di poter portare a casa un buon risultato. No, non abbiamo paura altrimenti non avrebbe senso nemmeno andare in campo: con la paura non ha senso giocare... Noi siamo convinti di poter fare bene, la pressione non dobbiamo sentirla. E sul mio ruolo posso solo dire che decide il mister, che è proprio qui di fianco a me: gioco se e dove vuole lui". Per Thuram un po’ di emozione ci sarà, per una partita sicuramente speciale per tanti, considerando che l’organico bianconero sta maturando esperienza in questi mesi, ma di certo non è un gruppo abituato a competere ai vertici in Champions. Di certo papà Lilian e il fratello Marcus ne hanno viste di più di sfide così: "Ma non ho parlato con mio fratello e mio padre – ha concluso Khephren - so che giochiamo contro una delle migliori squadre del mondo". E le motivazioni, già enormi di per sé in un big match di tale livello in Europa, saranno extra, considerando tutto il contorno. Servirà pure il miglior Thuram nel mezzo del campo bianconero per vincere più duelli possibili e sfruttarne i break in fase offensiva che si sono visti solo a corrente alternata a Como. E servirà soprattutto a Tudor, che mai come in questo momento ha bisogno del miglior Khephren.
