TORINO - La questione regista sarà un punto nodale delle prossime sessioni di mercato della Juventus, ma lo era ben prima dell’avvento di Luciano Spalletti alla Continassa. Che alla Juve sia necessario un centrocampista con caratteristiche diverse da quelle degli interpreti già in organico è evidente da tempo: lo si attendeva già ad agosto, poi l’allora dg Damien Comolli, ora ad e in generale deus ex machina delle trattative bianconere, ha compiuto altre scelte, lasciando scoperta la casella per puntare sui talenti già in casa. La lacuna principale della campagna acquisti juventina è stata proprio questa: un playmaker. E ora l’analisi dei dati porta in una direzione e in particolare in un territorio, la Spagna, che per tradizione è la patria di straordinari centrocampisti. Senza scomodare paragoni esagerati e confronti ingenerosi, Rodrigo Mendoza è il regista emergente del calcio spagnolo. La Juventus lo ha già osservato con attenzione al Mondiale Under 20 e lo sta seguendo anche in questa sosta, nell’Under 21 Roja di cui è ormai punto fermo: venerdì ha contribuito alla goleada (7-0) contro San Marino, martedì sarà impegnato in Romania.
La Juve lo osserva
E poi tra una settimana sarà chiamato a un compito ancora più complicato: guidare il suo Elche contro la corazzata Real Madrid nel prossimo turno de La Liga. Mendoza è spesso accostato a Pedri (con cui condivide caratteristiche e anche l’agenzia di procuratori), ma al netto dei confronti è protagonista di una ascesa costante che lo porterà in futuro, nelle idee di chi rappresenta il giocatore ma pure in quelle dell’Elche, in una big del calcio europeo. La Juventus si unisce alla corsa dopo che il piccolo club spagnolo, stabile a metà classifica in campionato, in estate aveva detto no a diverse offerte: la più remunerativa dall’Arabia, la più intrigante quella del Como di Cesc Fabregas, che punta forte su un certo tipo di talenti, da Nico Paz in giù. E pure il corteggiamento del potente gruppo Red Bull, che avrebbe voluto portarlo a Parigi. L’Elche gli ha rinnovato il contratto il 19 agosto, fino al 2028 adeguando l’ingaggio e soprattutto inserendo una clausola rescissoria abbordabile: 20 milioni, non pochi per un classe 2005, ma chi lo conosce bene giura che li vale fino all’ultimo centesimo. E che, se tutto nella carriera del giovane centrocampista andrà come deve, allora quell’investimento sembrerà una sciocchezza rispetto al valore potenziale dello spagnolo. Il quale possiede le qualità per convincere Spalletti: tempi di gioco, visione, piedi buoni.
