Elimoghale, Juve nel Destiny: il 2009 che strappa il copione e bussa alla porta dei grandi

Si ispira a Neymar e Leao e arriva da un Mondiale U17 giocato da protagonista: chi è il miglior prospetto bianconero
Elimoghale, Juve nel Destiny: il 2009 che strappa il copione e bussa alla porta dei grandi
© Juventus FC via Getty Images

TORINO - Poco tempo e tante, tantissime, cose da fare. Dal momento del suo arrivo, questo è stato l’adagio che ha accompagnato l’avventura di Luciano Spalletti alla Juventus. Dall’ambientamento alla conoscenza della squadra, dai primi esperimenti all’ipotesi sempre presente di un cambio modulo. La lista è lunga, ma tocca fare tutto con il medesimo impegno e attenzione. Anche rispetto ai compiti che potrebbero sembrare secondari ma che in realtà non lo sono per nulla e, tra questi, c’è l’avere un occhio di riguardo al settore giovanile. Comolli lo ha già reso chiaro in più di un’occasione: i giovani sono una risorsa centrale della sua Juventus e da lì bisogna ripartire per provare a scalare la gerarchia del calcio europeo. Lì dove altri trovano scale mobili dorate, società come quella bianconera devono esplorare percorsi differenti per ambire alla cima.

Spalletti, focus sui talenti bianconeri

Un invito a nozze per un allenatore come Spalletti che è solito – come ha fatto anche in questo caso -, gettarsi a capofitto nei progetti tecnici che lo vedono protagonista. Ne è esempio il fatto che l’allenatore di Certaldo si sia seduto sulla tribunetta di Vinovo per osservare dal vivo la partita di Youth League contro lo Sporting Lisbona, solo una manciata di giorni dopo il suo insediamento. Altro indizio, la presenza del vice Domenichini all’Aspmyra Stadium nella partita della competizione europea giocata contro il Bodo. L’attenzione è quindi massima a ciò che ribolle nel sempre fruttuoso vivaio bianconero. A partire dalla Primavera allenata da Padoin che in questa stagione sta raccogliendo grandi soddisfazioni alternate da alcuni passi falsi. Una montagna russa che in parte sembra riflettere quella della prima squadra, ma che è assolutamente preventivabile in queste categorie. Ciò non ha impedito ad alcuni talenti di mettersi in mostra e iniziare timidamente a bussare alle porte delle categorie superiori.

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Destiny Elimoghale: il miglior prospetto della Juve

Primo di questi è sicuramente il classe 2009 (gioca quindi da sotto età) Destiny Elimoghale, reduce da un Mondiale Under 17 giocato da protagonista e che l’Italia ha chiuso al terzo posto. Un’ala offensiva che, quando parte in velocità, lascia gli avversari sul posto; tecnicamente maturo, intelligente dal punto di vista tattico. Si ispira a Neymar e Leao, loro sono ancora poster da appendere in cameretta, ma il percorso che vuole intraprendere pare chiaro. È il miglior prospetto delle giovanili della Juventus e i margini di miglioramento sono ancora enormi. I bianconeri lo sanno, per questo hanno studiato un percorso che potrebbe portarlo già in questa stagione in Next Gen per prepararlo, nella prossima estate, a fare il ritiro con la prima squadra. Attenzione, poi, alla qualità del trequartista classe 2006 Gabriele Finocchiaro. Arrivato, tre stagioni fa, dall’under 17 con il peso di grandissime aspettative, ci ha messo un po’ a carburare. Ma, adesso, con la 10 sulle spalle, è diventato leader tecnico della squadra, il piede educato a cui affidarsi nei momenti più delicati. Infine, occhi puntati sul centrocampista classe 2007 Patryk Mazur, tra gli ultimi colpi targati Matteo Tognozzi. Ha trovato continuità dopo qualche problema fisico e di recente è stato promosso, e impiegato, in Next Gen. Si è fatto attendere, ma adesso sembra poter esaudire ciò che prometteva al momento dell’arrivo.

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TORINO - Poco tempo e tante, tantissime, cose da fare. Dal momento del suo arrivo, questo è stato l’adagio che ha accompagnato l’avventura di Luciano Spalletti alla Juventus. Dall’ambientamento alla conoscenza della squadra, dai primi esperimenti all’ipotesi sempre presente di un cambio modulo. La lista è lunga, ma tocca fare tutto con il medesimo impegno e attenzione. Anche rispetto ai compiti che potrebbero sembrare secondari ma che in realtà non lo sono per nulla e, tra questi, c’è l’avere un occhio di riguardo al settore giovanile. Comolli lo ha già reso chiaro in più di un’occasione: i giovani sono una risorsa centrale della sua Juventus e da lì bisogna ripartire per provare a scalare la gerarchia del calcio europeo. Lì dove altri trovano scale mobili dorate, società come quella bianconera devono esplorare percorsi differenti per ambire alla cima.

Spalletti, focus sui talenti bianconeri

Un invito a nozze per un allenatore come Spalletti che è solito – come ha fatto anche in questo caso -, gettarsi a capofitto nei progetti tecnici che lo vedono protagonista. Ne è esempio il fatto che l’allenatore di Certaldo si sia seduto sulla tribunetta di Vinovo per osservare dal vivo la partita di Youth League contro lo Sporting Lisbona, solo una manciata di giorni dopo il suo insediamento. Altro indizio, la presenza del vice Domenichini all’Aspmyra Stadium nella partita della competizione europea giocata contro il Bodo. L’attenzione è quindi massima a ciò che ribolle nel sempre fruttuoso vivaio bianconero. A partire dalla Primavera allenata da Padoin che in questa stagione sta raccogliendo grandi soddisfazioni alternate da alcuni passi falsi. Una montagna russa che in parte sembra riflettere quella della prima squadra, ma che è assolutamente preventivabile in queste categorie. Ciò non ha impedito ad alcuni talenti di mettersi in mostra e iniziare timidamente a bussare alle porte delle categorie superiori.

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