© Juventus FC via Getty ImagesTORINO - Poco tempo e tante, tantissime, cose da fare. Dal momento del suo arrivo, questo è stato l’adagio che ha accompagnato l’avventura di Luciano Spalletti alla Juventus. Dall’ambientamento alla conoscenza della squadra, dai primi esperimenti all’ipotesi sempre presente di un cambio modulo. La lista è lunga, ma tocca fare tutto con il medesimo impegno e attenzione. Anche rispetto ai compiti che potrebbero sembrare secondari ma che in realtà non lo sono per nulla e, tra questi, c’è l’avere un occhio di riguardo al settore giovanile. Comolli lo ha già reso chiaro in più di un’occasione: i giovani sono una risorsa centrale della sua Juventus e da lì bisogna ripartire per provare a scalare la gerarchia del calcio europeo. Lì dove altri trovano scale mobili dorate, società come quella bianconera devono esplorare percorsi differenti per ambire alla cima.
Spalletti, focus sui talenti bianconeri
Un invito a nozze per un allenatore come Spalletti che è solito – come ha fatto anche in questo caso -, gettarsi a capofitto nei progetti tecnici che lo vedono protagonista. Ne è esempio il fatto che l’allenatore di Certaldo si sia seduto sulla tribunetta di Vinovo per osservare dal vivo la partita di Youth League contro lo Sporting Lisbona, solo una manciata di giorni dopo il suo insediamento. Altro indizio, la presenza del vice Domenichini all’Aspmyra Stadium nella partita della competizione europea giocata contro il Bodo. L’attenzione è quindi massima a ciò che ribolle nel sempre fruttuoso vivaio bianconero. A partire dalla Primavera allenata da Padoin che in questa stagione sta raccogliendo grandi soddisfazioni alternate da alcuni passi falsi. Una montagna russa che in parte sembra riflettere quella della prima squadra, ma che è assolutamente preventivabile in queste categorie. Ciò non ha impedito ad alcuni talenti di mettersi in mostra e iniziare timidamente a bussare alle porte delle categorie superiori.
