Schlager, un mediano filosofo nel mirino della Juve: la lettura, l’impegno sociale e l’idolo Henry

Il centrocampista del Lipsia interessa ai bianconeri per giugno: la storia, le caratteristiche e come andrebbe a inserirsi nella Vecchia Signora
Schlager, un mediano filosofo nel mirino della Juve: la lettura, l’impegno sociale e l’idolo Henry
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"La disciplina è il ponte tra obiettivi e risultati" diceva Jim Rohn e alla Juve Spalletti sta cercando di rimettere in ordine il caos. Dal suo arrivo, i bianconeri sono riusciti a mettere qualche toppa, ma i buchi ancora restano. Sei partite vinte, qualche novità, ma ancora una costanza di prestazioni che deve arrivare. E la dirigenza per dare ulteriore serietà al centrocampo starebbe pensando a Xaver Schlager (nome già uscito nei mesi scorsi), perno del Lipsia. Un giocatore esperto, con un animo totalmente anti moderno rispetto ai giocatori di questa epoca. Ma si porta dietro anche una serie di problemi, anche se ormai sembra averli superati. A parametro zero (contratto a scadenza nel 2026) può essere un'occasione, parola che anche Chiellini ha ripetuto spesso. Ma conosciamo meglio il mediano austriaco.

Schlager, un jolly in mediana

Il cammino di Xaver Schlager non è stato lineare né semplice. La sua carriera è stata segnata da momenti difficili, soprattutto a causa di gravi infortuni: due rotture del legamento crociato, una nel 2021/22 e un’altra nel 2023/24. Ostacoli che avrebbero potuto frenare molti giocatori, ma che nel suo caso hanno messo in luce una forza mentale notevole e una grande capacità di rialzarsi, ancora prima che un pieno recupero fisico. Dal punto di vista tecnico e tattico, è un centrocampista estremamente affidabile. Può essere impiegato in più ruoli nella zona centrale del campo grazie alla sua intelligenza, al senso della posizione e alla disponibilità al sacrificio. Non è un giocatore che ha gol e assist nelle gambe, ma garantisce equilibrio, intensità e continuità di rendimento. Nonostante un’altezza contenuta (1,74 m), compensa con dinamismo, aggressività e letture puntuali delle situazioni di gioco. Inserirlo in rosa significa puntare su un profilo di esperienza internazionale (49 presenze nella nazionale austriaca) capace di dare sostanza alla squadra. Schlager è un “collante” del centrocampo: lavora per gli altri, dà ordine e alza il livello competitivo del gruppo, risultando prezioso ben oltre i novanta minuti di una partita.

 

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L'idolo Henry, la lettura e l'impegno sociale

Da ragazzino guardava all’Inghilterra, con l’Arsenal come squadra del cuore e Thierry Henry come punto di riferimento assoluto, anche se poi in campo ha deciso di fare altro. Sognava di vestire la maglia dei Gunners, ma il suo percorso professionale ha preso una direzione diversa, portandolo a crescere tra Salisburgo, Wolfsburg e infine Lipsia, costruendo passo dopo passo una carriera solida in Bundesliga. Fuori dal campo, Schlager si discosta nettamente dallo stereotipo del calciatore contemporaneo. È curioso, riflessivo, amante della cultura: legge Osho e Paulo Coelho, ma anche saggi e autobiografie. La lettura occupa uno spazio centrale nella sua quotidianità. Nel ritiro della nazionale passa il tempo sfidando i compagni a scacchi, sa cucinare e durante il periodo del lockdown ha deciso di imparare a suonare il pianoforte. E i suoi social raccontano questo lato.

A questo affianca una pratica di introspezione personale, tenendo ogni giorno il “6-minute diary”, dove riflette su gratitudine, obiettivi e crescita individuale. Nell’aprile 2025 ha scelto di investire nella sua terra aprendo il “Landgasthaus Dorfrichter”, una locanda tradizionale gestita insieme al socio Wolfgang Engelberger. Questa sensibilità trova riscontro anche nell’impegno concreto verso il sociale. Schlager è stato il primo calciatore austriaco ad aderire a “Common Goal”, destinando l’1% del proprio stipendio a progetti solidali legati al calcio. Inoltre, in occasione di Euro 2020, ha donato la sua maglia ufficiale alla fondazione “Wings for Life”, impegnata nella ricerca sulle lesioni spinali, sostenendo l’iniziativa con un contributo personale di 10.000 euro. E in quegli anni la UEFA lo aveva anche inserito nella top 50 dei migliori prospetti da tenere in considerazione.

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Come giocherebbe nella Juve?

Alla Juventus Schlager si inserirebbe come un profilo funzionale soprattutto in una mediana a due, dove potrebbe garantire ordine, disciplina tattica e copertura costante delle linee. Potrebbe fare anche il centrale di un centrocampo a tre, ma non è il giocatore capace di inventare la giocata decisiva o di mandare gli attaccanti davanti al portiere con un colpo geniale, ma compensa con una lettura intelligente delle situazioni, ritmo e grande affidabilità. In un reparto che negli ultimi anni ha spesso mostrato limiti sul piano della qualità complessiva, l’austriaco aggiungerebbe sostanza, equilibrio e attenzione ai dettagli. In quest’ottica rappresenterebbe un’opportunità interessante a costo zero: non il perno di un undici titolare che punta al massimo livello, ma un jolly prezioso, capace di adattarsi a contesti diversi e di risultare determinante in partite specifiche. Un giocatore che fa lavorare meglio gli altri, senza clamore, ma con un’efficacia costante.

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"La disciplina è il ponte tra obiettivi e risultati" diceva Jim Rohn e alla Juve Spalletti sta cercando di rimettere in ordine il caos. Dal suo arrivo, i bianconeri sono riusciti a mettere qualche toppa, ma i buchi ancora restano. Sei partite vinte, qualche novità, ma ancora una costanza di prestazioni che deve arrivare. E la dirigenza per dare ulteriore serietà al centrocampo starebbe pensando a Xaver Schlager (nome già uscito nei mesi scorsi), perno del Lipsia. Un giocatore esperto, con un animo totalmente anti moderno rispetto ai giocatori di questa epoca. Ma si porta dietro anche una serie di problemi, anche se ormai sembra averli superati. A parametro zero (contratto a scadenza nel 2026) può essere un'occasione, parola che anche Chiellini ha ripetuto spesso. Ma conosciamo meglio il mediano austriaco.

Schlager, un jolly in mediana

Il cammino di Xaver Schlager non è stato lineare né semplice. La sua carriera è stata segnata da momenti difficili, soprattutto a causa di gravi infortuni: due rotture del legamento crociato, una nel 2021/22 e un’altra nel 2023/24. Ostacoli che avrebbero potuto frenare molti giocatori, ma che nel suo caso hanno messo in luce una forza mentale notevole e una grande capacità di rialzarsi, ancora prima che un pieno recupero fisico. Dal punto di vista tecnico e tattico, è un centrocampista estremamente affidabile. Può essere impiegato in più ruoli nella zona centrale del campo grazie alla sua intelligenza, al senso della posizione e alla disponibilità al sacrificio. Non è un giocatore che ha gol e assist nelle gambe, ma garantisce equilibrio, intensità e continuità di rendimento. Nonostante un’altezza contenuta (1,74 m), compensa con dinamismo, aggressività e letture puntuali delle situazioni di gioco. Inserirlo in rosa significa puntare su un profilo di esperienza internazionale (49 presenze nella nazionale austriaca) capace di dare sostanza alla squadra. Schlager è un “collante” del centrocampo: lavora per gli altri, dà ordine e alza il livello competitivo del gruppo, risultando prezioso ben oltre i novanta minuti di una partita.

 

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