Maria Sole Agnelli è morta: la sorella dell’Avvocato e di Susanna aveva 100 anni

Presidente della Fondazione Agnelli per 14 anni: si è spenta una figura storica della famiglia piemontese
Maria Sole Agnelli è morta: la sorella dell’Avvocato e di Susanna aveva 100 anni© ANSA

Si è spenta oggi Maria Sole Agnelli, figura storica della grande famiglia piemontese e protagonista discreta ma incisiva della vita culturale, politica e sportiva italiana. Aveva 100 anni ed è morta nella sua villa nella tenuta di Torrimpietra, vicino a Roma. Sorella di Gianni, l’Avvocato, e di Susanna Agnelli, ha attraversato un secolo di storia mantenendo sempre un profilo riservato, lontano dai riflettori, ma profondamente legato all’impegno civile e alle sue passioni. Nata il 9 agosto 1925 a Villar Perosa, nel Torinese, ha rappresentato un punto di equilibrio tra tradizione familiare e autonomia personale, distinguendosi per scelte di vita originali e per un lungo impegno nel sociale, nella politica locale e nello sport.

Una vita tra famiglia e istituzioni

Dalle prime nozze con Ranieri Campello della Spina nacquero quattro figli - Virginia, Argenta, Cintia e Bernardino - mentre dal secondo matrimonio con Pio Teodorani Fabbri ebbe Eduardo. La sua vita privata si è sempre intrecciata con un forte senso di responsabilità pubblica, che l’ha portata a impegnarsi direttamente nelle istituzioni. Dal 1960 al 1970 è stata sindaca di Campello sul Clitunno, in Umbria, guidando il piccolo comune con attenzione al territorio e alla comunità, in anni in cui la presenza femminile nella politica locale era ancora rara. Un consenso quasi unanime di 850 voti su 1.200 aventi diritto, senza comizi né campagne elettorali. La decisione maturò dopo la morte del marito, il conte Ranieri Campello della Spina (1908-1959). Un’esperienza che ha segnato profondamente il suo percorso, confermandone il pragmatismo e la dedizione al servizio pubblico. Si dedicò alla cura della rete stradale, al rinnovamento degli edifici scolastici e alla tutela del patrimonio culturale e ambientale, promuovendo luoghi simbolo come le storiche Fonti del Clitunno e favorendo lo sviluppo di un turismo legato alla cultura e alle eccellenze enogastronomiche del territorio.

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Il suo ruolo nella Fondazione Agnelli e i cavalli

Fondamentale anche il suo ruolo nel mondo culturale: per 14 anni, fino al 2018, è stata presidente della Fondazione Agnelli, contribuendo a rafforzarne il profilo come centro di ricerca e riflessione sui grandi temi dell’educazione e della società italiana. Accanto all’impegno istituzionale, Maria Sole Agnelli ha coltivato una grande passione per l’equitazione. È stata proprietaria di cavalli di altissimo livello, capaci di raggiungere traguardi storici, come la medaglia d’argento nell’equitazione individuale alle Olimpiadi di Monaco del 1972 (con il purosangue Woodland), simbolo di una dedizione che l’ha accompagnata per tutta la vita. Con la sua scomparsa se ne va una testimone silenziosa ma autorevole di un secolo italiano, una donna che ha scelto di incidere con discrezione, lasciando un’eredità fatta di impegno, cultura e senso delle istituzioni.

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La rapina a Torrimpietra

Da anni lontana dai riflettori, Maria Sole Agnelli era tornata al centro dell’attenzione mediatica all’inizio del 2025, quando fu vittima di una rapina nella sua villa di Torrimpietra. Nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, i ladri  immobilizzarono e legarono il vigilante della proprietà e la governante, mentre la contessa dormiva. E poi riuscirona ad allontanarsi poi con la cassaforte, contenente gioielli e orologi di grande valore, facendo perdere le proprie tracce.

Il ricordo Juve e l'addio di una donna moderna

"Era una donna eccezionale e ha scelto una data particolare per andarsene", ha detto Tiziana Nasi, cugina di Maria Sole Agnelli e dirigente di lungo corso dello sport paralimpico. "Era una grande sportiva e particolarmente brillante anche intellettualmente, io le ero particolarmente affezionata. Siamo state legate soprattutto dallo sport, era bello sentirci quando c'erano risultati olimpici". Anche la Juve l'ha ricordata con un messaggio sui social: "La Juventus si stringe attorno alla famiglia Agnelli per la scomparsa di Maria Sole, sorella di Gianni e Umberto, figura di straordinaria eleganza e testimone instancabile di un secolo di storia bianconera". La sua vita ha seguito un percorso unico, capace di tenere insieme sfera personale e responsabilità pubbliche. La passione per la cultura, l’attenzione per l’amministrazione del territorio e l’amore per lo sport hanno convissuto naturalmente con il ruolo centrale della famiglia, restituendo il ritratto di una figura autonoma e attuale. Con la sua morte, ora resta il ricordo di una donna che ha saputo attraversare cento anni con stile, fermezza e uno sguardo sempre curioso verso il mondo.

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Si è spenta oggi Maria Sole Agnelli, figura storica della grande famiglia piemontese e protagonista discreta ma incisiva della vita culturale, politica e sportiva italiana. Aveva 100 anni ed è morta nella sua villa nella tenuta di Torrimpietra, vicino a Roma. Sorella di Gianni, l’Avvocato, e di Susanna Agnelli, ha attraversato un secolo di storia mantenendo sempre un profilo riservato, lontano dai riflettori, ma profondamente legato all’impegno civile e alle sue passioni. Nata il 9 agosto 1925 a Villar Perosa, nel Torinese, ha rappresentato un punto di equilibrio tra tradizione familiare e autonomia personale, distinguendosi per scelte di vita originali e per un lungo impegno nel sociale, nella politica locale e nello sport.

Una vita tra famiglia e istituzioni

Dalle prime nozze con Ranieri Campello della Spina nacquero quattro figli - Virginia, Argenta, Cintia e Bernardino - mentre dal secondo matrimonio con Pio Teodorani Fabbri ebbe Eduardo. La sua vita privata si è sempre intrecciata con un forte senso di responsabilità pubblica, che l’ha portata a impegnarsi direttamente nelle istituzioni. Dal 1960 al 1970 è stata sindaca di Campello sul Clitunno, in Umbria, guidando il piccolo comune con attenzione al territorio e alla comunità, in anni in cui la presenza femminile nella politica locale era ancora rara. Un consenso quasi unanime di 850 voti su 1.200 aventi diritto, senza comizi né campagne elettorali. La decisione maturò dopo la morte del marito, il conte Ranieri Campello della Spina (1908-1959). Un’esperienza che ha segnato profondamente il suo percorso, confermandone il pragmatismo e la dedizione al servizio pubblico. Si dedicò alla cura della rete stradale, al rinnovamento degli edifici scolastici e alla tutela del patrimonio culturale e ambientale, promuovendo luoghi simbolo come le storiche Fonti del Clitunno e favorendo lo sviluppo di un turismo legato alla cultura e alle eccellenze enogastronomiche del territorio.

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