McKennie anche al posto di Di Gregorio! Juve, il vice è in casa anche se Frattesi…

Duttile e affidabile: Wes non riposa mai. Il centrocampista dell’Inter resta il primo nome della lista, ma nel frattempo Spalletti ha trovato un degno sostituto

Wes-non stop. A costo di schierarlo persino tra i pali al posto di Di Gregorio. Della serie: “vorrei farti rifiatare, ma non posso”. Chiedere a Spalletti per credere. Sì, perché dall’arrivo in bianconero dell’ex ct, sono solo due i giocatori ad essere partiti sempre e comunque dal primo minuto fra tutte le competizioni: Pierre Kalulu e Weston Mckennie. L’americano è diventato a tutti gli effetti uno dei simboli di questa prima epopea spallettiana. Le ragioni sono diverse, a cominciare dalla sua indiscutibile duttilità calcistica. Dove lo metti sta, e pure alla grande. Un soldatino fatto e finito, sempre in prima linea quando si tratta di tappare le varie lacune infortunistiche della rosa bianconera. Basti pensare che con Spalletti Wes ha già ricoperto 4 ruoli diversissimi tra loro per compiti e responsabilità: dai primi esperimenti come esterno a tutta fascia, alle gare giocate da mediano (per dare il cambio a uno tra Locatelli e Thuram), passando poi per le ultime due sfide di campionato contro Lecce e Sassuolo, dove ha agito da trequartista alle spalle di David - prima - e da mezzala nel 4-2-3-1 poi.

Spalletti gioca il jolly 

Il tutto al netto di un coinvolgimento consistente nello sviluppo delle trame offensive. Nessun compitino, dunque: a prescindere da quale sia la posizione di giornata, McKennie si rivela sempre uno dei fulcri della manovra bianconera. Da qui la sua promozione fissa tra gli undici titolari, con l’ipotesi del turnover rimandata - fin qui - a data da destinarsi. Almeno, prima che Spalletti non decidesse di provare Fabio Miretti sulla trequarti, ruolo che gli ha permesso di farsi un nome nella sua lunga trafila nei vari settori giovanili. L’esperimento con il Sassuolo si è rivelato azzeccatissimo. Senso della posizione, rapidità nello stretto e freddezza sotto porta: caratteristiche imprescindibili per il gioco dell’ex ct in quella frazione di campo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Frattesi rimane in orbita Juve

E con l’imminente rientro di Chico Conceiçao - il titolare designato sulla corsia di destra -, non è da escludere che da qui in poi possa essere proprio Miretti a far rifiatare McKennie, dopo 17 gare consecutive (se contiamo anche la gestione precedente) dal primo minuto. Un’ottima notizia per Spalletti, in attesa che il mercato in entrata incominci a consegnargli i primi rincalzi, a cominciare da Davide Frattesi, tuttora in cima alla lista dei desideri bianconeri. Ma soprattutto, una notizia che potrebbe cambiare il futuro dello stesso Miretti che, fino a qualche settimana fa, sembrava rientrare tra i profili sacrificabili.

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Wes-non stop. A costo di schierarlo persino tra i pali al posto di Di Gregorio. Della serie: “vorrei farti rifiatare, ma non posso”. Chiedere a Spalletti per credere. Sì, perché dall’arrivo in bianconero dell’ex ct, sono solo due i giocatori ad essere partiti sempre e comunque dal primo minuto fra tutte le competizioni: Pierre Kalulu e Weston Mckennie. L’americano è diventato a tutti gli effetti uno dei simboli di questa prima epopea spallettiana. Le ragioni sono diverse, a cominciare dalla sua indiscutibile duttilità calcistica. Dove lo metti sta, e pure alla grande. Un soldatino fatto e finito, sempre in prima linea quando si tratta di tappare le varie lacune infortunistiche della rosa bianconera. Basti pensare che con Spalletti Wes ha già ricoperto 4 ruoli diversissimi tra loro per compiti e responsabilità: dai primi esperimenti come esterno a tutta fascia, alle gare giocate da mediano (per dare il cambio a uno tra Locatelli e Thuram), passando poi per le ultime due sfide di campionato contro Lecce e Sassuolo, dove ha agito da trequartista alle spalle di David - prima - e da mezzala nel 4-2-3-1 poi.

Spalletti gioca il jolly 

Il tutto al netto di un coinvolgimento consistente nello sviluppo delle trame offensive. Nessun compitino, dunque: a prescindere da quale sia la posizione di giornata, McKennie si rivela sempre uno dei fulcri della manovra bianconera. Da qui la sua promozione fissa tra gli undici titolari, con l’ipotesi del turnover rimandata - fin qui - a data da destinarsi. Almeno, prima che Spalletti non decidesse di provare Fabio Miretti sulla trequarti, ruolo che gli ha permesso di farsi un nome nella sua lunga trafila nei vari settori giovanili. L’esperimento con il Sassuolo si è rivelato azzeccatissimo. Senso della posizione, rapidità nello stretto e freddezza sotto porta: caratteristiche imprescindibili per il gioco dell’ex ct in quella frazione di campo.

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