
Dalle panchine ai social, dai microfoni del post partita ai salotti televisivi fino ai social e ai telefonini: il confine è sempre più sottile, e quando si parla di Juventus basta poco perché una scintilla diventi un fuoco. Il botta e risposta tra Luciano Spalletti e Sandro Sabatini nasce così, da una frase apparentemente laterale, da quei “videini” evocati dal tecnico bianconero con tono polemico e difensivo. Una presa di posizione da parte del tecnico che è piaciuta ai tifosi, che finalmente si sentono protetti. Mentre è piaciuta meno a chi si è sentito colpito.
Juve, Spalletti e i videini
“Ci sono quelli che poi hanno a cuore gli amici che allenano un’altra squadra e tentano di mettere confusione con questi videini che si fanno con il telefonino perché hanno a cuore un’altra situazione... E fanno i fenomeni dicendo che deve dirlo l’allenatore chi batte i rigori”. Martedì sera non è sfuggito questo passaggio, reiterato in tutti i momenti del post partita da Luciano Spalletti. Una difesa totale della squadra e di David contro una serie di attacchi social. Ma le parole del tecnico bianconero, che aveva espresso gli stessi concetti anche prima del calcio d'inizio, non sono di certo passate inosservate e hanno raggiunto anche i vari salotti televisivi, con alcuni giornalisti pronti a difendersi.
Il giornalista Sandro Sabatini dopo Juve-Lecce aveva commentato con un video (cosa che fa spesso) la vicenda, sottolineando come Spalletti avrebbe dovuto imporsi sulla scelta del rigorista per un penalty così delicato come quello sbagliato dal canadese. E, quindi, allargando al tecnico la responsabilità di quel pareggio. Il mister nelle sue dichiarazioni non ha fatto un nome in modo esplicito, ma da Pressing è arrivata una risposta...