Juve-Napoli, la probabile formazione di Spalletti: cosa cambia con Conceicao titolare

Le possibili scelte dell'allenatore bianconero per il big match in programma domenica 25 gennaio allo Stadium

TORINO - Godersi nulla, perché lo sguardo è immediatamente proiettato al futuro. Questo è un po’ il senso della vita di Luciano Spalletti che così bene si intreccia con la filosofia Juventus. A ribadire ulteriormente questo, c’è stato anche lo scambio di complimenti con Alessandro Del Piero, dopo la vittoria contro il Benfica. Un momento per assaporare i sorrisi intorno a lui dentro lo spogliatoio dell’Allianz Stadium, una conferma che l’umore generale del gruppo cresce di pari passo con le prestazioni. Smorfie facciali e tabellini che raccontano dello sviluppo della sua Juve: d’altronde, ci ha sempre creduto, scacciando così via dubbi e mugugni. Un momento per godersi i sorrisi e poi, immediatamente, iniziare a pensare alla prossima partita contro il Napoli. Il normale scorrere del calendario di un top club, tempo e impegni passano come un fiume in piena che, rabbioso, se ne frega dei limiti che i sentimenti hanno scavato come un alveo. Amore, affetto, scottature, voglia di rivalsa: va tutto messo da parte, razionalizzato. Il tonfo dell’andata fa ancora male, ma i lividi creano il callo e, soprattutto, insegnano, possono essere ulteriore propulsore alla crescita.

Juve al lavoro alla Continassa: Napoli snodo chiave per la Champions

Dopo la notte di Champions League, la Juve è tornata a lavorare all’interno delle mura della Continassa, il programma è stato il consueto: scarico per chi ha giocato contro i lusitani e lavoro più intenso per il resto del gruppo. Nel mirino c’è la partita contro il Napoli che, al di là di intrecci, corsi e ricorsi, come si diceva, rappresenta soprattutto uno snodo cruciale per il discorso qualificazione alla prossima Champions League. Là davanti si corre forte e un ulteriore passo falso rischierebbe di lasciare la squadra bianconera indietro a inseguire il treno delle prime. Per questo, nei prossimi giorni verranno attentamente misurate le condizioni di tutti gli effettivi in rosa, mentre Spalletti e il suo staff pensano già alla prima bozza di formazione. La “spallettata” c’è già stata in queste settimane: il cambio di modulo e il passaggio al 4-2-3-1, la crescita complessiva e la fiducia all’interno dello spogliatoio che è sempre più gruppo. Una collettività che, rispettosa delle specificità di ognuno, condivide oneri e onori: l’errore di uno come l’errore di tutti, la giocata di uno come la giocata di tutti. Non serve dunque andare troppo in là con il pensiero, rimescolare le carte proprio quando il mazzo sorride.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, le ultime in vista del Napoli

All’andata, che poi si è giocata solo il 7 dicembre scorso, il tecnico di Certaldo cercò di svuotare gli spazi centrali. La Juve giocò senza punte, con Yildiz e Conceicao come riferimenti offensivi e con l’idea, poi non concretizzata, che i due giocassero l’uno contro uno con Buongiorno e Rrahmani. Entrambi dovrebbero partire nuovamente titolari, questa volta all’interno di un sistema che prevederà la punta - Jonathan David ancora in vantaggio su Openda -, e un ulteriore trequartista, Weston McKennie. Lo statunitense ha dimostrato una volta di più che, con libertà di movimento e di aggredire gli spazi offensivi, può essere l’arma in più della Juventus: "Penso che cambiare posizione sia una cosa abbastanza normale - ha detto il centrocampista alla Cbs -. Credo che sia solo una questione di fiducia e di sicurezza che l’allenatore e il suo staff danno ai giocatori. A noi piace giocare con lui e ci piace giocare come una squadra. Ci divertiamo, crediamo in noi stessi, in questo concetto e in ciò che sta cercando di farci fare". Dalla trequarti in giù si va verso la conferma di quelli che sono ad oggi i titolarissimi di Spalletti: Di Gregorio in porta, la linea difensiva formata da Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso; in mezzo al campo Thuram e un Locatelli che, schivata la squalifica contro il Cagliari, vuole replicare i meritatissimi applausi del post Benfica.

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TORINO - Godersi nulla, perché lo sguardo è immediatamente proiettato al futuro. Questo è un po’ il senso della vita di Luciano Spalletti che così bene si intreccia con la filosofia Juventus. A ribadire ulteriormente questo, c’è stato anche lo scambio di complimenti con Alessandro Del Piero, dopo la vittoria contro il Benfica. Un momento per assaporare i sorrisi intorno a lui dentro lo spogliatoio dell’Allianz Stadium, una conferma che l’umore generale del gruppo cresce di pari passo con le prestazioni. Smorfie facciali e tabellini che raccontano dello sviluppo della sua Juve: d’altronde, ci ha sempre creduto, scacciando così via dubbi e mugugni. Un momento per godersi i sorrisi e poi, immediatamente, iniziare a pensare alla prossima partita contro il Napoli. Il normale scorrere del calendario di un top club, tempo e impegni passano come un fiume in piena che, rabbioso, se ne frega dei limiti che i sentimenti hanno scavato come un alveo. Amore, affetto, scottature, voglia di rivalsa: va tutto messo da parte, razionalizzato. Il tonfo dell’andata fa ancora male, ma i lividi creano il callo e, soprattutto, insegnano, possono essere ulteriore propulsore alla crescita.

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Dopo la notte di Champions League, la Juve è tornata a lavorare all’interno delle mura della Continassa, il programma è stato il consueto: scarico per chi ha giocato contro i lusitani e lavoro più intenso per il resto del gruppo. Nel mirino c’è la partita contro il Napoli che, al di là di intrecci, corsi e ricorsi, come si diceva, rappresenta soprattutto uno snodo cruciale per il discorso qualificazione alla prossima Champions League. Là davanti si corre forte e un ulteriore passo falso rischierebbe di lasciare la squadra bianconera indietro a inseguire il treno delle prime. Per questo, nei prossimi giorni verranno attentamente misurate le condizioni di tutti gli effettivi in rosa, mentre Spalletti e il suo staff pensano già alla prima bozza di formazione. La “spallettata” c’è già stata in queste settimane: il cambio di modulo e il passaggio al 4-2-3-1, la crescita complessiva e la fiducia all’interno dello spogliatoio che è sempre più gruppo. Una collettività che, rispettosa delle specificità di ognuno, condivide oneri e onori: l’errore di uno come l’errore di tutti, la giocata di uno come la giocata di tutti. Non serve dunque andare troppo in là con il pensiero, rimescolare le carte proprio quando il mazzo sorride.

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