TORINO - Sui social, ormai da diverse ore, circola un video che descrive molto bene l’umore di Luciano Spalletti. Sì, per la prima volta costretto a fare il pompiere. Il fi lmato lo ritrae mentre, al termine del successo contro il Napoli, si dirige verso lo spogliatoio. Viaggia spedito, ma si ritrova di fronte il team manager Matteo Fabris, che ha il solo desiderio di fargli il complimenti. Lucio, però, tiene la mano a debita distanza. Dal labiale, si intuisce la risposta: "Stiamo calmi". Già, stiamo calmi. Una frase che ha certamente ripetuto anche alla squadra ieri. Un concetto che vuole inculcare ad ogni singolo giocatore. Perdere la bussola adesso, dopo un mese bellissimo (Lecce e Cagliari sono macchie pesanti per i risultati, ma le prestazioni non sono mai mancate), sarebbe un delitto imperdonabile.
La crescita della Juve e le richieste di Spalletti
Neppure il mercato aperto e le mille voci sull’attaccante o sul vice Yildiz hanno turbato l’equilibrio del gruppo. Anzi, la squadra ha trovato le armi per incamerare fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. E la Juve, passo dopo passo, è tornata ad essere Juve. Spalletti, stavolta, alla Continassa ha passato al setaccio ogni singolo aspetto di Juventus-Napoli. Soprattutto ciò che non gli è piaciuto. Due le considerazioni macro sulla partita: il primo tempo non si doveva chiudere con un solo gol di scarto e i tempi di gioco ancora non raggiungono un livello che il tecnico considera al top. C’è da velocizzare l’esecuzione, soprattutto negli ultimi trenta metri. Il 3-0 a Conte non gli basta. E non gli basterà, a maggior ragione se a Montecarlo qualcosa dovesse andare storto.

