Licina come Yildiz ma dall'altra parte: preso a zero dal Bayern e ossa nella Juve Next Gen ma occhio...

Un altro '10', ma mancino: da Adidas e club tedesco due indizi che fanno intuire tutto il potenziale che c'è

La sensazione di déjà-vu è evidente. Ma è quel già visto che stuzzica la curiosità e non annoia, punti di contatto che sembrano messi insieme dal destino come tessere di un puzzle. Nella prima serata di ieri, è atterrato a Caselle il nuovo acquisto della Juventus: il classe 2007 Adin Licina. Il club bianconero lo ha rilevato dal Bayern Monaco. Si tratta di un trequartista, con alle spalle uno sponsor d’eccezione come Adidas che su di lui ha puntato già da diverso tempo. È evidente, le somiglianze con l’operazione Yildiz sono tante e a queste si aggiunge anche che l’agenzia che cura gli interessi di Licina è la stessa che portò l’attuale numero 10 della Juve a Torino. Occorre dunque usare le differenze come faro per uscire dalla nebbia avvolgente del paragone – tanto lusinghiero quanto scomodo -, per provare a intravedere il tragitto del nuovo arrivato. Innanzitutto, Licina arriva a Torino dopo un percorso al Bayern che lo aveva portato alle porte della prima squadra bavarese. In estate fu aggregato al ritiro della compagine guidata da Kompany, durante la prima parte di stagione ha svolto alcune sedute di allenamento, ma senza mai riuscire a debuttare.

Numeri e caratteristiche

Ha giocato regolarmente, invece, con la seconda squadra dove ha collezionato 1 gol e 5 assist a cui si aggiungono un gol e un assist in Youth League. Al contrario di Yildiz, poi, è un mancino naturale che può svariare su tutto il fronte d’attacco; anche se chi lo segue da tempo intravede per lui un futuro da ala offensiva a destra. Piede invertito per rientrare dentro al campo e colpire di sinistro. Nelle giovanili gli è capitato anche di ricoprire il ruolo di centravanti, ma è partendo qualche metro più indietro che può avere lo spazio per liberare la creatività e inventare per i compagni. Per continuare e concludere il gioco dei contrari, l’ultimo aspetto che sa decisamente di lezione imparata e di una scottatura che ancora non passa. Il suo contratto con il Bayern Monaco scadeva il 30 giugno 2026: senza una prospettiva solida e certa di un futuro prossimo in prima squadra, il club bavarese non ha potuto far altro che prendere atto della decisione del giocatore di trasferirsi a Torino. Non senza, prima, chiudere l’operazione in uscita applicando una percentuale sulla futura rivendita e ritagliandosi un’opzione che permetta loro di pareggiare un’eventuale offerta e riportare il giovane a Monaco.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Nuova avventura alla Juve

Intanto, Licina completerà l’iter delle visite mediche e poi apporrà la firma su un contratto che avrà scadenza il 30 giugno 2029. La sua avventura in bianconero si sfumerà di arancione, il colore della Next Gen. Agli ordini di mister Brambilla, proverà a mettersi in mostra nella seconda squadra, facendosi le ossa in Serie C. Un periodo di ambientamento necessario e dal quale anche lo stesso Yildiz è passato, partendo dalla Primavera, passando brevemente dalla Next Gen, fino a farsi spazio in prima squadra. Le porte, però, restano scorrevoli: passa tutto dai piedi e dalla testa di Licina nella speranza, certo, di costruire la propria strada, ma che possa essere parallela a quella che ha portato Yildiz in cima.

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La sensazione di déjà-vu è evidente. Ma è quel già visto che stuzzica la curiosità e non annoia, punti di contatto che sembrano messi insieme dal destino come tessere di un puzzle. Nella prima serata di ieri, è atterrato a Caselle il nuovo acquisto della Juventus: il classe 2007 Adin Licina. Il club bianconero lo ha rilevato dal Bayern Monaco. Si tratta di un trequartista, con alle spalle uno sponsor d’eccezione come Adidas che su di lui ha puntato già da diverso tempo. È evidente, le somiglianze con l’operazione Yildiz sono tante e a queste si aggiunge anche che l’agenzia che cura gli interessi di Licina è la stessa che portò l’attuale numero 10 della Juve a Torino. Occorre dunque usare le differenze come faro per uscire dalla nebbia avvolgente del paragone – tanto lusinghiero quanto scomodo -, per provare a intravedere il tragitto del nuovo arrivato. Innanzitutto, Licina arriva a Torino dopo un percorso al Bayern che lo aveva portato alle porte della prima squadra bavarese. In estate fu aggregato al ritiro della compagine guidata da Kompany, durante la prima parte di stagione ha svolto alcune sedute di allenamento, ma senza mai riuscire a debuttare.

Numeri e caratteristiche

Ha giocato regolarmente, invece, con la seconda squadra dove ha collezionato 1 gol e 5 assist a cui si aggiungono un gol e un assist in Youth League. Al contrario di Yildiz, poi, è un mancino naturale che può svariare su tutto il fronte d’attacco; anche se chi lo segue da tempo intravede per lui un futuro da ala offensiva a destra. Piede invertito per rientrare dentro al campo e colpire di sinistro. Nelle giovanili gli è capitato anche di ricoprire il ruolo di centravanti, ma è partendo qualche metro più indietro che può avere lo spazio per liberare la creatività e inventare per i compagni. Per continuare e concludere il gioco dei contrari, l’ultimo aspetto che sa decisamente di lezione imparata e di una scottatura che ancora non passa. Il suo contratto con il Bayern Monaco scadeva il 30 giugno 2026: senza una prospettiva solida e certa di un futuro prossimo in prima squadra, il club bavarese non ha potuto far altro che prendere atto della decisione del giocatore di trasferirsi a Torino. Non senza, prima, chiudere l’operazione in uscita applicando una percentuale sulla futura rivendita e ritagliandosi un’opzione che permetta loro di pareggiare un’eventuale offerta e riportare il giovane a Monaco.

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