Calendari troppo fitti, c’è chi se ne lamenta e chi regola la propria agenda di conseguenza. Da qui a un mese si giocherà tra il tanto e il troppo a seconda dei punti di vista: nello scadenziario di Spalletti significa che, oltre alle partite, si moltiplicheranno anche i giorni di riposo (e inevitabilmente le rotazioni). La teoria dell’allenamento invisibile diventa pratica, sebbene l’eliminazione dalla Coppa Italia tolga alla Juve almeno due partite da qui a fine aprile. Il tabellone, cordiale se non benevolo, proporrà all’Atalanta una tra Bologna e Lazio (in campo tra una settimana nell’ultimo quarto previsto dalla competizione). Oggi non sono tra le avversarie più raccapriccianti, da qui a un mese potrebbe valere tutto il contrario. D’altra parte Luciano direbbe, col trasporto che lo contraddistingue, che non ci si può permettere di sottovalutare alcuno e che, soprattutto, bisogna focalizzarsi su una partita alla volta, anche dopo la sconfitta del Gewiss Stadium. Tradotto in inglese e sintetizzato in tre parole è: step by step. Il primo appena tra un paio di giorni: domenica sera allo Stadium arriverà proprio la Lazio dell’ex Sarri, da sconfiggere in un turno di campionato che permetterebbe di guadagnare punti gratis su Milan e Como, successivamente attese dal recupero della mancata sfida oceanica a Perth e dalla fine di una telenovela stancante.
Il calendario Juve
Difficile, forse impossibile, stancarsi del derby d’Italia: Inter-Juventus, il 14, manderà in crisi molte coppie a San Valentino e soprattutto diraderà l’orizzonte bianconero e probabilmente di tutta la zona alta della classifica. Non è la partita cerchiata in rosso alla Continassa - dove appunto ritengono tutti gli impegni ugualmente importanti - ma è piuttosto quella che si cerchia in rosso da sola. Un altro colore per il playoff di Champions League: il duplice confronto con il Galatasaray tra il 17 e il 25 può rimpolpare ambizioni europee, portafogli e pure lo stesso calendario che, tra le due serate con la musichetta, proporrà un autentico scontro diretto per l’Europa contro il Como di Fabregas, il 21. Spalletti ha già detto di volergli fare i complimenti, si spera prima e non dopo la partita, come tendenzialmente fa chi esce sconfitto. Ma può essere opinabile. Non lo è il fatto che la sfida del 1° marzo con la Roma all’Olimpico concluderà un ciclo da inferno. La Juve avrebbe volentieri voluto giocare una partita in più ad inizio marzo, subito dopo la tappa nella Capitale. Ma non c’è tempo per piangere sul latte versato. Dalla Lazio si volta pagina: la stagione è aperta ad ogni scenario. Serie A e Champions League pesano. Ancor di più dopo il giovedì amaro di Bergamo.
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