La mossa di Spalletti è un chiaro messaggio alla Juve, le ha provate tutte: è l’ora della Next Gen?

126 tiri e 0 vittorie: il tecnico bianconero cerca la cura. Il mercato non ha portato un 9 e il solo David ha dato qualche risposta

Poco prima di lanciarsi nella scelta più importante della partita - diventata poi quella più impopolare -, Luciano Spalletti è rimasto per qualche minuto fermo, come a darsi più forza, a valutare per bene, a immaginare risvolti e critiche, i confini tra guizzo e follia. L’obiettivo però è sempre stato chiaro: prima o poi avrebbe messo in pratica la pazza idea che covava e raccontava da tempo, ossia McKennie centravanti. Andava infatti pesato. Ché era in fondo un messaggio, un po’ alla squadra, un bel po’ alla società, da cui Lucio si aspettava un nove nelle battute finali del mercato, ma solo perché entrambe le parti erano d’accordo sul salto di qualità da fare per non perdere treni e accumulare rimpianti. La storia ha fatto il resto, e l’han fatta soprattutto i “no” raccolti nelle scorse settimane: quello del Crystal Palace per Mateta, con cui un accordo era stato trovato; quello di En-Nesyri, a dispetto della stretta di mano ormai data al Fenerbahce; l’ultimo del Tottenham per Kolo Muani, nonostante l’insistenza del francese per tornare a Torino.

I dati che preoccupano

Una sfilza di possibilità evaporate sul più bello, proprio quando l’allenatore immaginava come schierarli, quando farlo, perché avrebbero dato la forza necessaria a una Juventus che invece si è trovata ancora una volta spuntata. A Bergamo come a Montecarlo. E ancor prima a Cagliari, con il Lecce, a Napoli - dove un nove, dall’inizio, nemmeno s’è visto -, a Firenze. Sono state 8, le partite non vinte da Spalletti. In queste, i bianconeri hanno totalizzato 126 tiri, circa 15 per partita. Quelli in porta sono stati invece 33, poco più di 4 per gara. Non solo: eliminando dalla conta la sfida in Sardegna e quella con il Monaco, il numero si abbassa solamente a 31, dando ai bianconeri oltre 5 tiri in porta in 6 partite in cui non ha trovato ugualmente il successo. Cosa vuol dire? Che il cinismo ce l’hai o non ce l’hai. E se non ce l’hai, fai in modo di acquistarlo sul mercato. Anche solo per non sprecare 10,63 goal attesi nello stesso periodo di partite; anche solo per non gettare alle ortiche una media del 60% di possesso palla, addirittura 17 grandi occasioni. Sciupate. Dileguate.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Le prossime gare faranno chiarezza

Com’è parsa la stessa Juventus nelle ultime gare, specialmente quando e se colpita, poche volte in grado di mostrare la forza necessaria per ribaltare il fronte, per dare un gancio alla sfortuna. In questo senso, le prossime gare saranno luce per Lucio: faranno chiarezza. E mostreranno quale direzione intraprendere in vista del futuro: se continuare a puntare con più forza su David - che a Bergamo non è dispiaciuto al tecnico, anzi -, se insistere con McKennie in versione terminale offensivo, pur avendo raccolto il massimo in altre posizioni e in diverse condizioni. Se rispolverare addirittura Openda, a questo punto diventato ultimissima scelta per coprire le zolle di campo più determinanti. Certo, potrebbe esserci qualche chiamata esotica dalla Next Gen - Licina piace ma è un trequartista, Oboavwoduo è appena arrivato e andrebbe quantomeno provato -, tuttavia non è quella, la risposta attesa. Né sarà la soluzione ai mali offensivi juventini. No, questa arriverà come sempre dalle situazioni e dai contesti, un po’ come quando Lucio aveva cercato di dare a Yildiz quello spazio centrale, perché per struttura e conoscenza della materia avrebbe potuto interpretare il ruolo in maniera finalmente dinamica.

Mai davvero completa

Così da non lasciare punti di riferimento agli avversari. Sembra una vita fa, e invece è passata giusto qualche settimana, quelle in cui la Juventus si è riscoperta forte sotto tanti punti di vista ma neanche una volta davvero completa, per di più nel reparto più delicato. Peccato. Perché non serviva mica la luna. Serviva solamente qualcuno in grado di portare i bianconeri lì, oltre le barricate e le difese, oltre persino la cattiva sorte. Che un suo ruolo l’ha avuto, però mai davvero da protagonista.

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Poco prima di lanciarsi nella scelta più importante della partita - diventata poi quella più impopolare -, Luciano Spalletti è rimasto per qualche minuto fermo, come a darsi più forza, a valutare per bene, a immaginare risvolti e critiche, i confini tra guizzo e follia. L’obiettivo però è sempre stato chiaro: prima o poi avrebbe messo in pratica la pazza idea che covava e raccontava da tempo, ossia McKennie centravanti. Andava infatti pesato. Ché era in fondo un messaggio, un po’ alla squadra, un bel po’ alla società, da cui Lucio si aspettava un nove nelle battute finali del mercato, ma solo perché entrambe le parti erano d’accordo sul salto di qualità da fare per non perdere treni e accumulare rimpianti. La storia ha fatto il resto, e l’han fatta soprattutto i “no” raccolti nelle scorse settimane: quello del Crystal Palace per Mateta, con cui un accordo era stato trovato; quello di En-Nesyri, a dispetto della stretta di mano ormai data al Fenerbahce; l’ultimo del Tottenham per Kolo Muani, nonostante l’insistenza del francese per tornare a Torino.

I dati che preoccupano

Una sfilza di possibilità evaporate sul più bello, proprio quando l’allenatore immaginava come schierarli, quando farlo, perché avrebbero dato la forza necessaria a una Juventus che invece si è trovata ancora una volta spuntata. A Bergamo come a Montecarlo. E ancor prima a Cagliari, con il Lecce, a Napoli - dove un nove, dall’inizio, nemmeno s’è visto -, a Firenze. Sono state 8, le partite non vinte da Spalletti. In queste, i bianconeri hanno totalizzato 126 tiri, circa 15 per partita. Quelli in porta sono stati invece 33, poco più di 4 per gara. Non solo: eliminando dalla conta la sfida in Sardegna e quella con il Monaco, il numero si abbassa solamente a 31, dando ai bianconeri oltre 5 tiri in porta in 6 partite in cui non ha trovato ugualmente il successo. Cosa vuol dire? Che il cinismo ce l’hai o non ce l’hai. E se non ce l’hai, fai in modo di acquistarlo sul mercato. Anche solo per non sprecare 10,63 goal attesi nello stesso periodo di partite; anche solo per non gettare alle ortiche una media del 60% di possesso palla, addirittura 17 grandi occasioni. Sciupate. Dileguate.

 

 

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