Poco prima di lanciarsi nella scelta più importante della partita - diventata poi quella più impopolare -, Luciano Spalletti è rimasto per qualche minuto fermo, come a darsi più forza, a valutare per bene, a immaginare risvolti e critiche, i confini tra guizzo e follia. L’obiettivo però è sempre stato chiaro: prima o poi avrebbe messo in pratica la pazza idea che covava e raccontava da tempo, ossia McKennie centravanti. Andava infatti pesato. Ché era in fondo un messaggio, un po’ alla squadra, un bel po’ alla società, da cui Lucio si aspettava un nove nelle battute finali del mercato, ma solo perché entrambe le parti erano d’accordo sul salto di qualità da fare per non perdere treni e accumulare rimpianti. La storia ha fatto il resto, e l’han fatta soprattutto i “no” raccolti nelle scorse settimane: quello del Crystal Palace per Mateta, con cui un accordo era stato trovato; quello di En-Nesyri, a dispetto della stretta di mano ormai data al Fenerbahce; l’ultimo del Tottenham per Kolo Muani, nonostante l’insistenza del francese per tornare a Torino.
I dati che preoccupano
Una sfilza di possibilità evaporate sul più bello, proprio quando l’allenatore immaginava come schierarli, quando farlo, perché avrebbero dato la forza necessaria a una Juventus che invece si è trovata ancora una volta spuntata. A Bergamo come a Montecarlo. E ancor prima a Cagliari, con il Lecce, a Napoli - dove un nove, dall’inizio, nemmeno s’è visto -, a Firenze. Sono state 8, le partite non vinte da Spalletti. In queste, i bianconeri hanno totalizzato 126 tiri, circa 15 per partita. Quelli in porta sono stati invece 33, poco più di 4 per gara. Non solo: eliminando dalla conta la sfida in Sardegna e quella con il Monaco, il numero si abbassa solamente a 31, dando ai bianconeri oltre 5 tiri in porta in 6 partite in cui non ha trovato ugualmente il successo. Cosa vuol dire? Che il cinismo ce l’hai o non ce l’hai. E se non ce l’hai, fai in modo di acquistarlo sul mercato. Anche solo per non sprecare 10,63 goal attesi nello stesso periodo di partite; anche solo per non gettare alle ortiche una media del 60% di possesso palla, addirittura 17 grandi occasioni. Sciupate. Dileguate.
