
"Non c'era nessun tipo di malizia nel gesto di Spalletti. Voleva esemplificare quello che stava raccontando: ossia che c'è differenza tra un contatto e invece un intervento falloso. Io sono sicura, conoscendo il personaggio Spalletti, che tanti dicono: 'Eh però con un uomo non si sarebbe mai permesso di fare questo'. No. Con un uomo magari avrebbe dato una gomitata per dire questo è fallo e non è solo un contatto. Io non vorrei che in questa situazione si leggesse appunto della malizia o della mancanza di rispetto, né a me come donna né a me come giornalista, come professionista. Ho letto dei commenti in cui addirittura è stata scomodata la parola molestia e anche nei titoli di giornali, testate importanti nazionali. L'ho trovato veramente esagerato se non addirittura scorretto usare la parola molestia in questi casi perchè la molestia è una cosa seria e da donna sento fortemente questo tema, però a maggior ragione bisogna avere la lucidità in questo caso di, più che sdrammatizzare, proprio dare il giusto peso a questa cosa. È stato sì un tentativo un po' goffo però alla fine senza nessun intento di mancarmi di rispetto." Parla così Federica Zille, costretta a intervenire pubblicamente per difendere Luciano Spalletti dalle accuse imbarazzanti provenienti dal pozzo più nero della Rete nel quale più di un giornale nazionale è andato a mettere morbosamente le mani (la parola molestia è stata usata nel titolo da Repubblica e da Libero, i giornali a cui si riferiva la Zille ndR). Giù le mani da un signore del calcio italiano e dalla gentilezza infangata da accuse infamanti.
Il gesto di Spalletti alla Zille
Ma cosa è successo precisamente? Al termine della sfida contro la Lazio, il tecnico bianconero Luciano Spalletti manteneva la calma pur nella rabbia di un arbitraggio che gli aveva negato in una sola azione un rigore solare e un gol regolare. Siccome il discorso verteva sul significato del termine contatto, parlando di quelli in area, l'allenatore della Juventus nello spiegare la dinamica ha fatto un esempio pratico con l'intervistatrice, con toni e modi che descrivere come molestia è al limite della follia. "Ti posso dare un bacio? (le dà un bacio sulla spalla, ndR). Ti ho dato un bacio, è un contatto. Ti fo una carezza, è un contatto...". Della serie, può significare tutto e niente il contatto, non vuol dire nulla se non viene contestualizzato e capito di che si tratta.