"Conte voleva tenermi"
Com’era stata preparata da Roberto Mancini quella partita? «Mancio è uno dei più forti d’Europa. Ma perché allena in Qatar? Perché nessuno lo chiama in Italia? Lui fu fondamentale per quel Galatasaray. Conosceva come lavorava Conte, noi sapevamo che dovevamo difendere bene e sfruttare i pochi momenti di respiro in fase offensiva. Siamo stati bravissimi».
Lei è uno senza peli sulla lingua. Non ha mai avuto paura di parlare, ma allo stesso tempo ha diviso tutti i suoi tifosi. Chi con lei, chi contro di lei. C’è qualcosa del suo passato di cui si è pentito? «Mi sono pentito di tante, troppe cose. Alla Juve, per esempio. Ero un ragazzino in una grandissima squadra, che però non era vincente. La società doveva ancora strutturarsi. Sono costato persino troppo, l’aspettativa nei miei confronti era alta. Ma sono grato al destino di aver vestito la maglia della Juve: per me è stata una scuola di vita».
Quindi si è pentito di aver lasciato la Juve... «Sì, è proprio così. Vidi Conte e Marotta in riunione, ma dissi subito di volermene andare. Conte, che ha avuto la forza di cambiare la mentalità del gruppo, voleva tenermi, mi fece fare il ritiro. Non mi schiodai dall’idea di andarmene, ma non lo rifarei. Resto interista, ma sono felice che la Juve abbia vinto dopo il mio addio. Sono stato fortunato ad aver trovato il Galatasaray, nonostante mi volesse il Psg di Leonardo. Non ho il rimpianto di aver scelto la Turchia: Istanbul è grandissima città e il popolo turco ha una passione straordinaria».
