Icardi e Spalletti, i migliori nemici: il retroscena sull'idea Juve e l'osservato speciale in campo

Stasera avversari dopo la trattativa per portare Maurito in bianconero: perché è saltata l’operazione più pazza del mercato invernale

Stasera avversari. E, no, nessuno dei due ha mai realmente pensato di poter vivere i playoff di Champions League nella stessa squadra. Luciano Spalletti e Mauro Icardi si ritrovano uno contro l'altro. Eppure, Juventus e Galatasaray sul gong del mercato hanno provato a perfezionare l'affare più pazzo dell'inverno. Tempo perso. Essenzialmente perché mancava la convinzione feroce di entrambe le parti per convolare a nozze. La realtà è più semplice di come la si possa immaginare: Icardi non è mai stato richiesto da Spalletti, che di fronte all'ipotesi di ritrovarselo in rosa avrebbe mostrato un comprensibile disappunto. Dimostrato anche a parole, subito dopo la vittoria contro il Parma: «Noi non vogliamo Icardi, ma un altro giocatore». No, non lo disse solo perché in quelle ore i discorsi tra le due società si erano sostanzialmente conclusi con una fumata nera. Lucio sperava di abbracciare Kolo Muani, non Maurito. Perché il francese conosceva già l'ambiente, avrebbe potuto essere adattabile su più fronti del reparto offensivo e soprattutto perché ha dimostrato una voglia matta di Juve. Sin dall'estate. A questo, si sono aggiunte le ottime referenze dello spogliatoio.

Spalletti preoccupato di Icardi

Il primo freno al nome di Icardi, al contrario, lo ha premuto Spalletti, preoccupato all'ipotesi di doverne gestire la personalità ingombrante. In un ambiente in cui l'equilibrio regna sovrano. L’apprezzamento per il giocatore, tuttavia, non è mai stato in discussione. Nemmeno ai tempi dell’Inter: Icardi ha sempre goduto della stima professionale di Spalletti. Una sincera ammirazione per il fiuto del gol dell’argentino, che non a caso nel primo anno nerazzurro di Lucio si fa carico del quarto posto finale: 29 reti in 34 partite di Serie A. Un finalizzatore nato, giunto al suo splendore più totale. Spalletti confida di costruire una grande Inter per la stagione successiva, ripartendo proprio da Maurito. L’affaire della fascia da capitano - tolta a favore di Handanovic prima della sfida di Europa League col Rapid Vienna - compromette i rapporti. Definitivamente saltati con l’intromissione della ex moglie e agente Wanda Nara, che spacca in due lo spogliatoio.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La tensione tra i due all'Inter

L’Inter inizia una lenta e inesorabile fase di sgretolamento, che Spalletti gestisce come può. Portando comunque nuovamente la squadra in Champions League. Ma con Icardi volano gli stracci, senza possibilità di moderare le tensioni. Un reale chiarimento tra il tecnico e l’argentino non c’è mai stato, neppure a distanza di anni. Semmai, si può parlare di una tregua, figlia di un tempo che ha fatto cicatrizzare una ferita allora molto profonda. Ma un Icardi-bis, per Lucio, non è mai stato un pensiero. Men che meno un desiderio, pur con la consapevolezza che stasera a Istanbul l’argentino rientrerà a pieno titolo nella lista degli osservati speciali.

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Stasera avversari. E, no, nessuno dei due ha mai realmente pensato di poter vivere i playoff di Champions League nella stessa squadra. Luciano Spalletti e Mauro Icardi si ritrovano uno contro l'altro. Eppure, Juventus e Galatasaray sul gong del mercato hanno provato a perfezionare l'affare più pazzo dell'inverno. Tempo perso. Essenzialmente perché mancava la convinzione feroce di entrambe le parti per convolare a nozze. La realtà è più semplice di come la si possa immaginare: Icardi non è mai stato richiesto da Spalletti, che di fronte all'ipotesi di ritrovarselo in rosa avrebbe mostrato un comprensibile disappunto. Dimostrato anche a parole, subito dopo la vittoria contro il Parma: «Noi non vogliamo Icardi, ma un altro giocatore». No, non lo disse solo perché in quelle ore i discorsi tra le due società si erano sostanzialmente conclusi con una fumata nera. Lucio sperava di abbracciare Kolo Muani, non Maurito. Perché il francese conosceva già l'ambiente, avrebbe potuto essere adattabile su più fronti del reparto offensivo e soprattutto perché ha dimostrato una voglia matta di Juve. Sin dall'estate. A questo, si sono aggiunte le ottime referenze dello spogliatoio.

Spalletti preoccupato di Icardi

Il primo freno al nome di Icardi, al contrario, lo ha premuto Spalletti, preoccupato all'ipotesi di doverne gestire la personalità ingombrante. In un ambiente in cui l'equilibrio regna sovrano. L’apprezzamento per il giocatore, tuttavia, non è mai stato in discussione. Nemmeno ai tempi dell’Inter: Icardi ha sempre goduto della stima professionale di Spalletti. Una sincera ammirazione per il fiuto del gol dell’argentino, che non a caso nel primo anno nerazzurro di Lucio si fa carico del quarto posto finale: 29 reti in 34 partite di Serie A. Un finalizzatore nato, giunto al suo splendore più totale. Spalletti confida di costruire una grande Inter per la stagione successiva, ripartendo proprio da Maurito. L’affaire della fascia da capitano - tolta a favore di Handanovic prima della sfida di Europa League col Rapid Vienna - compromette i rapporti. Definitivamente saltati con l’intromissione della ex moglie e agente Wanda Nara, che spacca in due lo spogliatoio.

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