Dalla semestrale i costi di Tudor: quanto ha speso la Juve per la buonuscita

Il club bianconero ha chiuso i sei mesi in rosso di 2,5 milioni di euro per un calo dei ricavi dell’11%

Il Consiglio d’Amministrazione della Juventus ha approvato la relazione finanziaria relativa al 31 dicembre 2025, che si chiude con un rosso consolidato di 2.5 milioni di euro. Un risultato diverso rispetto allo stesso periodo della stagione precedente, “con una variazione di € 19,4 milioni rispetto al risultato positivo di € 16,9 milioni consuntivato nel primo semestre dell’esercizio precedente”. La contrazione del risultato nonostante il contenimento del monte ingaggi – sceso da 110 a 99 milioni – è legata soprattutto alla flessione dei ricavi. A pesare sono stati in particolare i minori introiti da operazioni di mercato, inferiori di circa 15 milioni rispetto alla sessione estiva del 2024, oltre alla diminuzione delle entrate da diritti televisivi e incassi da gara.

Juve, il punto sul fatturato. E la spesa Tudor...

Il fatturato complessivo si attesta a 260,6 milioni, in calo dell’11% rispetto all’anno precedente. Come evidenziato nel comunicato ufficiale del club, la riduzione è riconducibile principalmente ai minori proventi dalla gestione dei diritti dei calciatori e, in misura più contenuta, alla contrazione dei ricavi da diritti audiovisivi e matchday. Tali effetti sono stati solo in parte compensati dall’incremento delle sponsorizzazioni. Sul fronte dei costi, incidono anche voci straordinarie legate ad accantonamenti per gli oneri conseguenti all’esonero dell’allenatore della Prima Squadra maschile e del suo staff, avvenuto nell’ottobre 2025.

Tra le spese evidenziate nel comunicato infatti figurano anche quelle legate alla separazione da Igor Tudor, comprensive di buonuscita: l’importo totale ammonta a 8.3 milioni di euro, includendo anche lo staff. Nel complesso, tuttavia, i costi operativi risultano in diminuzione di 18 milioni su base annua, portando il totale a 248,8 milioni. In particolare, si registra una riduzione di 10.7 milioni nei costi del personale tesserato dopo le campagne trasferimenti, grazie anche alla minore erogazione di compensi variabili e premi. Si aggiunge inoltre un risparmio di circa 7 milioni legato agli oneri per la gestione dei diritti dei calciatori, principalmente connesso al calo delle plusvalenze generate dalle cessioni definitive.

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Fair Play Finanziario, la situazione

Dal punto di vista patrimoniale, al 31 dicembre 2025 l’indebitamento finanziario netto raggiunge quota 299 milioni di euro, segnando un incremento di circa 18 milioni rispetto ai 280 milioni registrati a giugno dello stesso anno. Guardando in prospettiva, la società precisa che, ipotizzando risultati sportivi coerenti con gli obiettivi fissati nel Piano strategico e in assenza di componenti straordinarie, sia il risultato operativo sia il flusso di cassa operativo per l’esercizio 2025/2026 resteranno negativi. In altre parole, il management prevede che il bilancio 2025/2026 si chiuderà ancora in perdita.

Per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, la Juve ha rispettato lo Squad Cost Ratio per il 2024 (tetto fissato all’80%) e prevede di rientrare nei parametri – nel frattempo ridotti al 70% – nel 2025. In merito alla Football Earnings Rule, come già comunicato, la Uefa ha avviato un procedimento per un possibile superamento dei limiti: la decisione è attesa entro il termine della stagione e terrà conto delle prospettive future. La società potrebbe incorrere in una sanzione lieve e in eventuali restrizioni sportive, tra cui limitazioni nell’inserimento di nuovi giocatori nelle liste Uefa.

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Il Consiglio d’Amministrazione della Juventus ha approvato la relazione finanziaria relativa al 31 dicembre 2025, che si chiude con un rosso consolidato di 2.5 milioni di euro. Un risultato diverso rispetto allo stesso periodo della stagione precedente, “con una variazione di € 19,4 milioni rispetto al risultato positivo di € 16,9 milioni consuntivato nel primo semestre dell’esercizio precedente”. La contrazione del risultato nonostante il contenimento del monte ingaggi – sceso da 110 a 99 milioni – è legata soprattutto alla flessione dei ricavi. A pesare sono stati in particolare i minori introiti da operazioni di mercato, inferiori di circa 15 milioni rispetto alla sessione estiva del 2024, oltre alla diminuzione delle entrate da diritti televisivi e incassi da gara.

Juve, il punto sul fatturato. E la spesa Tudor...

Il fatturato complessivo si attesta a 260,6 milioni, in calo dell’11% rispetto all’anno precedente. Come evidenziato nel comunicato ufficiale del club, la riduzione è riconducibile principalmente ai minori proventi dalla gestione dei diritti dei calciatori e, in misura più contenuta, alla contrazione dei ricavi da diritti audiovisivi e matchday. Tali effetti sono stati solo in parte compensati dall’incremento delle sponsorizzazioni. Sul fronte dei costi, incidono anche voci straordinarie legate ad accantonamenti per gli oneri conseguenti all’esonero dell’allenatore della Prima Squadra maschile e del suo staff, avvenuto nell’ottobre 2025.

Tra le spese evidenziate nel comunicato infatti figurano anche quelle legate alla separazione da Igor Tudor, comprensive di buonuscita: l’importo totale ammonta a 8.3 milioni di euro, includendo anche lo staff. Nel complesso, tuttavia, i costi operativi risultano in diminuzione di 18 milioni su base annua, portando il totale a 248,8 milioni. In particolare, si registra una riduzione di 10.7 milioni nei costi del personale tesserato dopo le campagne trasferimenti, grazie anche alla minore erogazione di compensi variabili e premi. Si aggiunge inoltre un risparmio di circa 7 milioni legato agli oneri per la gestione dei diritti dei calciatori, principalmente connesso al calo delle plusvalenze generate dalle cessioni definitive.

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