Loca top, McKennie Smith & Weston, Torreira solo con Pinheiro: top e flop Juve-Galatasaray

I migliori e i peggiori della partita di Champions: Gatti commuove

La Juve sfiora un'impresa titanica ed esce tra gli applausi dei suoi tifosi. I bianconeri vincono 3-2 ma agli ottavi di Champions League ci va il Galatasaray in virtù del 5-2 dell'andata. Una partita da Juve vera, a priori dall'esito finale del doppio confronto e che può far ben sperare per il finale di stagione per quanto visto in campo anche se, ovviamente, l'amarezza per non aver portato a casa una qualificazione da eroi c'è e rimarrà per diverso tempo. I gol di Locatelli, Gatti e McKennie hanno fatto sognare i tifosi ma l'arbitro Pinheiro (con l'espulsione inventata di Kelly), le continue simulazioni dei turchi e le reti di Osimhen e Yilmaz hanno svegliato lo Stadium dal sogno più bello. Ed ecco i top e flop di Juve-Galatasaray.

Locatelli capitano vero

In primis, il premio come migliore in campo sarebbe da assegnare allo Stadium. Che ci ha creduto fino alla fine, che ha spinto i giocatori a dare tutto, che ha sognato con tutto il cuore e con tutta la voce possibile. Parlando di chi era in campo, invece, si parte da Manuel Locatelli. Ha fatto vedere perché è il capitano della Juventus. A maggio ha messo a segno il rigore che ha permesso alla Vecchia Signora di giocare la Champions. Contro il Galatasaray ha messo a segno il rigore che ha riacceso le speranze dei suoi quando la porta sembrava stregata. Ma non è solo questo, perché il numero 5 ha pressato come un dannato, ha sfiorato il vantaggio con un gran tiro da fuori ancor prima di mettere a segno il rigore e non ha mai mollato di mezzo centimetro. Nel secondo tempo e per tutti i supplementari in lui si è vista tutta l'anima della squadra.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Gatti, manca un centimetro...

Bonucci, prima della finale degli Europei con l'Italia, disse che mancava un centimetro per diventare leggenda. Ecco, è questo il riassunto perfetto della partita di Federico Gatti. Che avrebbe meritato di essere inserito due volte nei top di giornata. In primis per il gol del 2-0, che molto banalmente ha rappresentato la cosa più facile della sua partita. Ma la sua prestazione su Osimhen, fino al gol che ha spento i sogni bianconeri, è stata veramente incredibile. Un duello continuo, fatto anche di provocazioni, che l'azzurro stava stravincendo. Poi è mancato solo un centimetro sulla scivolata per provare ad intercettare il pallone consegnato all'attaccante nigeriano. Ma resta tutto quello che ha fatto vedere, soprattutto in inferiorità numerica, e i tifosi lo sanno. Commovente.

Smith & Weston... McKennie

Smith & Weston. Sì, McKennie. Letteralmente un arma da fuoco pronta a colpire in qualsiasi momento. La sua partita l'ha fatta come sempre, i tifosi ormai lo sanno e sono abituati. Ma la sua costanza in zona gol, ribadita anche oggi con il gol del 3-0, è letteralmente senza senso. Qualità e quantità al servizio della squadra, da terzino ad ala, da ala a centravanti. Un'altra prova che conferma quanto il rinnovo sia strameritato.

Torreira e Pinheiro

Partiamo da un presupposto: il peggiore in campo è stato l'arbitro Pinheiro con un cartellino rosso completamente inventato per Kelly e con una direzione di gara che, nel complesso, è stata inadeguata. Ma parliamo di giocatori. Il più negativo dei turchi è sicuramente Torreira, che con un arbitro più competente avrebbe concluso la sua partita già nel primo tempo. Prima del fallo su Thuram che è valso il calcio di rigore per la Juve (e il giallo), infatti, ce n'era stato già un altro sempre sul francese da cartellino netto. In generale, si accoda ai suoi compagni di squadra e prova a perdere tempo ogni volta che può. Lui, che alla Juve aveva già segnato con la maglia della Sampdoria in un 3-2 rifilato ai bianconeri nella stagione 2017/2018, non incide in mezzo al campo se non in maniera irregolare. Tanto Pinheiro era d'accordo.

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La Juve sfiora un'impresa titanica ed esce tra gli applausi dei suoi tifosi. I bianconeri vincono 3-2 ma agli ottavi di Champions League ci va il Galatasaray in virtù del 5-2 dell'andata. Una partita da Juve vera, a priori dall'esito finale del doppio confronto e che può far ben sperare per il finale di stagione per quanto visto in campo anche se, ovviamente, l'amarezza per non aver portato a casa una qualificazione da eroi c'è e rimarrà per diverso tempo. I gol di Locatelli, Gatti e McKennie hanno fatto sognare i tifosi ma l'arbitro Pinheiro (con l'espulsione inventata di Kelly), le continue simulazioni dei turchi e le reti di Osimhen e Yilmaz hanno svegliato lo Stadium dal sogno più bello. Ed ecco i top e flop di Juve-Galatasaray.

Locatelli capitano vero

In primis, il premio come migliore in campo sarebbe da assegnare allo Stadium. Che ci ha creduto fino alla fine, che ha spinto i giocatori a dare tutto, che ha sognato con tutto il cuore e con tutta la voce possibile. Parlando di chi era in campo, invece, si parte da Manuel Locatelli. Ha fatto vedere perché è il capitano della Juventus. A maggio ha messo a segno il rigore che ha permesso alla Vecchia Signora di giocare la Champions. Contro il Galatasaray ha messo a segno il rigore che ha riacceso le speranze dei suoi quando la porta sembrava stregata. Ma non è solo questo, perché il numero 5 ha pressato come un dannato, ha sfiorato il vantaggio con un gran tiro da fuori ancor prima di mettere a segno il rigore e non ha mai mollato di mezzo centimetro. Nel secondo tempo e per tutti i supplementari in lui si è vista tutta l'anima della squadra.

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