Spalletti devastato, i giocatori ancora di più: il segreto che ha riacceso la fiamma Juve

Mentalità e autostima restano i tarli del tecnico per riuscire a tirare fuori il meglio dalla squadra

TORINO - Il metodo Luciano Spalletti. Campo, gambe, ma soprattutto testa. Mentalità a manetta. È un duro lavoro, che però premia e ripaga puntualmente. Prima di Roma-Juve, infatti, il tecnico ha dovuto cercare dei modi per curare le ferite lasciate dall’uscita di scena dalla Champions League per mano del Galatasaray. Soprattutto la partita di ritorno ha avuto un impatto devastante sui bianconeri, colpiti da Osimhen nel momento di massimo splendore a livello tecnico e tattico, dopo una rincorsa che ha portato la Juve fino alla guerra di nervi dei supplementari. Spalletti ne è uscito devastato, i giocatori se possibile hanno accusato il colpo persino più di lui.

Il video motivazionale di Spalletti prima di Roma-Juve

Così, grazie al prezioso contributo di Riccardo Scirea (match analyst della vecchia guardia, ha avuto il merito di saper accompagnare ogni allenatore alla Continassa), ha realizzato un video che ha mostrato alla squadra durante la riunione tecnica. I giocatori, con un velo di curiosità, attendevano un modello da seguire. Una formazione dalla quale poter trarre degli spunti funzionali per il tipo di gioco espresso. C’è persino chi ha immaginato che venisse mostrato il livello aulico del Napoli dello scudetto. Ecco, non è successo nulla di tutto questo. Spalletti, Scirea e tutto lo staff tecnico hanno raccolto i momenti più belli della Juve di quest’anno, creando un collage perfetto. Un film verità, che ha mostrato i frammenti in cui i bianconeri sono stati padroni del gioco. Confrontandosi a testa alta contro qualsiasi avversario, anche nelle sconfitte. Poi, ha aggiunto una considerazione: "Se riuscite ad avvicinarvi, non dico ad essere come loro, ma almeno ad avvicinarvi a questo livello allora sarò soddisfatto".

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Psicologia, autostima e gestione degli errori

Tecnica psicologica utile per cementare l’autostima. Per far capire, al netto di alibi incrollabili, che quando la Juve si veste da Juve diventa diffi cilissimo batterla. In Italia e in Europa. Spalletti sulla psicologia continua a spingere. Cercando di non lasciare nessuno indietro, provando a non aggrapparsi mai agli alibi, legittimando il potenziale di ogni singolo giocatore. All’interno della Continassa, ma anche pubblicamente. C’è solo un rammarico che vive sulla propria pelle, in riferimento alle turbolenze del mese di febbraio: non aver saputo sfruttare totalmente l’entusiasmo generatosi dopo le vittorie di gennaio. Almeno quelle più pesanti: su tutte quella col Sassuolo, pochi giorni dopo il rigore sciagurato calciato da David contro il Lecce, ma soprattutto quella contro il Napoli. Senza dimenticare il rigore mentale mostrato col Benfi ca: una brutta gatta da pelare, dove il bottino pieno è stato fi glio della pazienza, dell’arte di saper gestire sapientemente i momenti della partita.

 

 

La corsa alla Champions League e le prossime sfide decisive

Lucio insiste sul lavoro quotidiano, dosa toni e parole, cerca di analizzare tutto ciò che gli succede con la lente della lucidità, come ha fatto ieri alla Continassa di fronte al gruppo. Sì, benissimo la reazione: l’orgoglio non si allena, s’incarna. E in questo senso la Juve oggi ha una solidità granitica, a prescindere dal risultato fi nale è sempre squadra: il Como è da incasellare nell’archivio degli episodi isolati, delle eccezioni che confermano la regola. Ma poi Spalletti ha passato al setaccio ogni singolo errore individuale: la precisione nei passaggi, i movimenti sui calci piazzati, i dolori inferti da Pisilli e Malen, i due giocatori che la Juve non è stata in grado di neutralizzare. Quello contro la Roma è punto di ripartenza: i due punti lasciati sul tavolo da Gasperini devono diventare benzina. Anche perché il mese di marzo non ammette errori, così come il principio di aprile: in serie arrivano Pisa, Udinese, Sassuolo e Genoa. Nella corsa Champions League i 12 punti da conquistare in queste quattro partite sono fuori discussione. Non ammettono, insomma, verbi al condizionale.

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TORINO - Il metodo Luciano Spalletti. Campo, gambe, ma soprattutto testa. Mentalità a manetta. È un duro lavoro, che però premia e ripaga puntualmente. Prima di Roma-Juve, infatti, il tecnico ha dovuto cercare dei modi per curare le ferite lasciate dall’uscita di scena dalla Champions League per mano del Galatasaray. Soprattutto la partita di ritorno ha avuto un impatto devastante sui bianconeri, colpiti da Osimhen nel momento di massimo splendore a livello tecnico e tattico, dopo una rincorsa che ha portato la Juve fino alla guerra di nervi dei supplementari. Spalletti ne è uscito devastato, i giocatori se possibile hanno accusato il colpo persino più di lui.

Il video motivazionale di Spalletti prima di Roma-Juve

Così, grazie al prezioso contributo di Riccardo Scirea (match analyst della vecchia guardia, ha avuto il merito di saper accompagnare ogni allenatore alla Continassa), ha realizzato un video che ha mostrato alla squadra durante la riunione tecnica. I giocatori, con un velo di curiosità, attendevano un modello da seguire. Una formazione dalla quale poter trarre degli spunti funzionali per il tipo di gioco espresso. C’è persino chi ha immaginato che venisse mostrato il livello aulico del Napoli dello scudetto. Ecco, non è successo nulla di tutto questo. Spalletti, Scirea e tutto lo staff tecnico hanno raccolto i momenti più belli della Juve di quest’anno, creando un collage perfetto. Un film verità, che ha mostrato i frammenti in cui i bianconeri sono stati padroni del gioco. Confrontandosi a testa alta contro qualsiasi avversario, anche nelle sconfitte. Poi, ha aggiunto una considerazione: "Se riuscite ad avvicinarvi, non dico ad essere come loro, ma almeno ad avvicinarvi a questo livello allora sarò soddisfatto".

 

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