Locatelli, dopo Yildiz e McKennie altro pilastro del futuro
I dettagli di questa storia fanno però capire quanto possa farsi determinante pure il suo atteggiamento: l’idea della Juventus era quella di allungare il contratto per altre due stagioni, portarlo dunque al 2030 rispetto all’attuale accordo in scadenza nel 2028. Non ha fatto una piega, il centrocampista. Non solo: dai 3 milioni di ingaggio, nelle stesse settimane in cui Yildiz inizia a percepirne 6, quando si discute pure dello stipendio di Vlahovic che verosimilmente non sarà così inferiore, Locatelli passerà a quota 4. Gli stessi di McKennie, un altro che ha fatto di tutto per meritarsi la considerazione, quindi la chiamata dalla dirigenza. Certo, era una situazione diversa quella dell’americano, però ha contorni - se si vuole - piuttosto simili: come Manuel, Weston è stato discusso e si è rimesso allora in discussione; come Manuel, l’americano è diventato cruciale per il nuovo corso. E per Spalletti, poi. Indirettamente burattinaio delle prossime manvore dirigenziali: perché va avanti chi ha meritato e chi è in linea totale con la sua gestione. A rendere chiare le idee di Comolli e i suoi, insomma, ci ha pensato Lucio. Che con Locatelli ha creato l’alchimia giusta, ritrovando esattamente quello che cercava prima in Nazionale: un giocatore in fiducia, con il guizzo. E personalità. Tanta personalità.
