La gioia è più forte se condivisa e questa volta sembra essersi messo di mezzo anche il destino a colmare quello che altre volte è mancato. Sono più di duemila i chilometri che dividono lo stadio Olimpico di Roma dal João Cardoso di Tondela, nel mezzo del Portogallo. Domenica sera, ad unirli un filo invisibile fatto di emozioni deflagranti, sogni coltivati insieme, la strada già percorsa dal padre come esempio per spiccare le ali e mai come un peso che le tarpasse. I fratelli Conceicao si sono regalati una serata che, se si potesse fermare e materializzare, sarebbe il luogo felice dove andarsi a rifugiare quando sembra che tutto vada male. Rodrigo ha segnato il momentaneo 2-1 del Tondela contro il Santa Clara, nella massima serie lusitana: un destro a giro cercato e voluto, imparabile. Francisco lo ha fatto di mancino, un eurogol che è come il fulmine che rischiara la notte, quello che ti dice che il temporale è sopra la tua testa ma, come sempre, alla fine passerà. È il senso del sublime, lo guardi da lontano con stupore e ti lasci pervadere dall’estetica di un gesto difficilmente replicabile e per questo ancora più bello.
Il gol di Conceicao da premio Puskas
Non è un caso che il gol segnato dal numero 7 della Juventus sia finito tra gli appunti di chi fa raccolta del bel segnare, non per onanismo calcistico ma per classificare e alla fine premiare il migliore di ogni stagione. E questa volta Chico lancia di diritto la sua candidatura nella lista di chi ambisce al Puskas Award. Per restare in ambito bianconero, nel 2015 toccò a Tevez per la serpentina contro il Parma, nel 2017 a Mandzukic per la semirovesciata contro il Real Madrid a Cardiff. Alla fine, entrambi finirono nella top 10, chissà che per il portoghese non possa esserci maggior gloria. A dare un tocco di luce in più ad una serata già piuttosto luminescente, una statistica che mette Conceicao in coabitazione con un altro calciatore mica da poco. L’unico portoghese, prima di lui, a segnare sia all’andata che al ritorno di una partita contro la Roma era stato Cristiano Ronaldo, nella stagione 2020/2021. Ecco, perché le cose quando si fanno le si fanno per bene e poi ci si mettono tutti i segni del destino e gli orpelli ad addobbarle e renderle ancor più magiche e memorabili. Oltre il gesto tecnico, però, c’è il peso specifico della rete che ha dato, in quel momento, alla Juventus la possibilità di rialzare la testa, prima di staccare un altro – ennesimo -, biglietto per le montagne russe.
"Devo fare più gol"
Gol che Spalletti gli chiede incessantemente di fare, un’efficacia negli ultimi metri su cui il tecnico di Certaldo martella costantemente, dagli allenamenti alla Continassa ai bordocampo, quando Conceicao agisce dalla parte delle panchine con in sottofondo le indicazioni e gli sproni del suo allenatore. Ma una rondine non fa necessariamente primavera e questo Chico lo sa bene, l’eurogol rischia di restare fumo se poi non si sforna un bell’arrosto che solo la continuità potrebbe dare. Ne è consapevole e lo ha rimarcato nel post match: «Mi hanno mandato il video del gol ed è quello che devo fare, devo tirare e rischiare. Già prima di questa partita ho avuto altre opportunità. Se mi manca il gol per alzare il livello? Certo per diventare di un altro livello devo fare più gol, voglio lavorare tante su questo. Ho avuto tante opportunità e sono il primo a stare male, so che alla Juve chi gioca avanti deve fare gol».
