Pagina 2 | Yildiz, ecco come ha festeggiato il rinnovo: retroscena e cosa ha detto ai compagni

TORINO - Qualcuno dica a Kenan Yildiz che è una superstar. Oppure no, non lo faccia, meglio così, perché è proprio bello vedere un ragazzo sano, genuino e pure con un talento smisurato. Che sia in grado di togliere le castagne dal fuoco juventino - 10 gol e 9 assist finora - e che rifletta un’immagine totalmente pulita, di quelle di cui c’è francamente bisogno al giorno d’oggi. Yildiz è come la pasta asciutta: è buonissima, è così come appare, piace sostanzialmente a tutti.

Da Allegri a Spalletti, Yildiz piace a tutti

Ed è piaciuto immediatamente a Luciano Spalletti, ed è stato feeling immediato con i compagni di squadra, persino quando era appena un ragazzino e Allegri l’aveva un po’ costretto a tagliarsi i capelli, un messaggio anche per correggergli quel vizio (da adolescente) di perdersi nel suo stesso sguardo davanti allo specchio. Ecco: gli insegnamenti puoi pure darli, distribuirli, urlarli. Ma sono vuoti se dall’altra parte non c’è qualcuno che li ascolta e prova a seguirli. Yildiz sì, è stato bravo pure lì: ha scelto di apprendere e adesso inizia a raccogliere quanto seminato.

 

 

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Come ha festeggiato Yildiz

Erano parole, oggi sono diventati 6 milioni all’anno. Mica male. Così tanti che qualcuno potrebbe pensare che quell’assegno lì, come quel contratto lì, potrebbero averlo cambiato. E invece, chi frequenta la Continassa e lo vede interagire con compagni e staff , rassicura: è rimasto lo stesso di sempre. Anzi, persino la festa organizzata per la firma non ha seguito gli esempi di più illustri colleghi. C’è chi aveva provato a prenotare il Colosseo, del resto, e chi come Kenan si è accontentato di una cena in famiglia, al limite con la fidanzata, un giro in centro con qualche amico che l’ha raggiunto appositamente dalla Germania. Ai compagni, invece, un pensiero e un discorso, che l’ha ovviamente emozionato, ma che ha dato la chiara sensazione di come Yildiz senta fortemente il peso della missione per la quale ha deciso di impegnarsi.

 

Yildiz-rinnovo si, ma non è cambiato nulla

E lui le prende seriamente, certe cose. Perché ha sempre fatto così. Sin da quando uno scout l’ha visto calciare sul muro di casa, l’ha portato con sé e gli ha fatto vedere la struttura del Sallern SV: una distesa verde, di fianco il Danubio. Gli sarà sembrato il Bernabeu. Poi al Bernabeu ci ha giocato, dribblato e provato a imporre il suo marchio. Eppure no, non è assolutamente cambiato: è rimasto lo stesso ragazzino che, raggiunto un obiettivo, se ne fissa un altro per aggiungere ulteriore gravità ai suoi piedi per terra. Un unicum. Ancor più nel mondo in cui apparire, più di vincere, è l’unica cosa che conta.

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Come ha festeggiato Yildiz

Erano parole, oggi sono diventati 6 milioni all’anno. Mica male. Così tanti che qualcuno potrebbe pensare che quell’assegno lì, come quel contratto lì, potrebbero averlo cambiato. E invece, chi frequenta la Continassa e lo vede interagire con compagni e staff , rassicura: è rimasto lo stesso di sempre. Anzi, persino la festa organizzata per la firma non ha seguito gli esempi di più illustri colleghi. C’è chi aveva provato a prenotare il Colosseo, del resto, e chi come Kenan si è accontentato di una cena in famiglia, al limite con la fidanzata, un giro in centro con qualche amico che l’ha raggiunto appositamente dalla Germania. Ai compagni, invece, un pensiero e un discorso, che l’ha ovviamente emozionato, ma che ha dato la chiara sensazione di come Yildiz senta fortemente il peso della missione per la quale ha deciso di impegnarsi.

 

Yildiz-rinnovo si, ma non è cambiato nulla

E lui le prende seriamente, certe cose. Perché ha sempre fatto così. Sin da quando uno scout l’ha visto calciare sul muro di casa, l’ha portato con sé e gli ha fatto vedere la struttura del Sallern SV: una distesa verde, di fianco il Danubio. Gli sarà sembrato il Bernabeu. Poi al Bernabeu ci ha giocato, dribblato e provato a imporre il suo marchio. Eppure no, non è assolutamente cambiato: è rimasto lo stesso ragazzino che, raggiunto un obiettivo, se ne fissa un altro per aggiungere ulteriore gravità ai suoi piedi per terra. Un unicum. Ancor più nel mondo in cui apparire, più di vincere, è l’unica cosa che conta.

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