Negli ultimi tre anni la Juve non ha mai giocato così bene. Negli ultimi cinque anni la Juve non ha mai avuto così pochi punti. C’è qualcosa che stride tra quello che si vede e quello che si conta: perché è opinione consolidata e quasi unanime che Luciano Spalletti sia l’uomo giusto, quello che può portare la squadra fuori dal pantano della mediocrità, ma i numeri condannano a un altro disperato inseguimento al quarto posto, oltretutto partendo da più lontano. L’anno scorso Tudor, subentrato a Motta, aveva 55 punti e solo uno di distacco dal Bologna, quarto. Nel triennio di Allegri, alla 30ª giornata, i punti sono sempre stati 59. Nell’anno di Pirlo erano 62.
Spalletti, la rimonta sul Como
Oggi Spalletti crede nella rimonta sul Como, lo ha detto chiaramente dopo il funesto pareggio contro il Sassuolo, ma dovrà centrare una serie di vittorie che la Juve degli ultimi anni non è mai riuscita a infilare una dietro l’altra. E qui viene il nocciolo della questione: perché la storia si ripete in modo così sinistro? Perché, dalla stagione 2020-21 in poi, la Juventus si trova attorcigliata intorno agli stessi problemi? E, oltretutto, i punti sono sempre meno?
