Sembrava finita, invece no: Vlahovic e la Juve ribaltano tutto. La mossa dietro le quinte

Nei prossimi giorni l’incontro per il rinnovo, le parti sono a un passo: accordo sull’ingaggio e sulla durata

TORINO - Ancor prima di tornare a fare gol, Dusan Vlahovic ha servito pure l’ultimo assist alla Juventus. Non è stata un’azione di campo, ma qualcosa di ben più grande, dietro le quinte, tra le mura della Continassa, dove nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro per sancire quello che ormai sta maturando da tempo: sembrava impossibile, e invece il rinnovo di contratto per la punta serba è davvero a un passo. Un passo che non è la firma, ma il fatto di renderlo poco più di una formalità. Arrivare solamente al momento della stretta di mano. Nelle ultime curve della trattativa, tra l’entourage di Dusan - di rientro a Torino - e la Juve è mancata sostanzialmente l’intesa sulle commissioni: ballano milioni, perciò si sta sulle punte. Non sarà un problema. Non può esserlo. Anche per la mossa diretta dell’attaccante, che ha posizionato i bianconeri al di sopra di qualsiasi altra richiesta (pure arrivate, pure intriganti), condividendo con Spalletti i piani tanto del presente quanto del futuro. E allora, anche Vlahovic aiuterà ad abbassare la pressione, a tagliare qui e lì dove chiederà di farlo la società, a percorrere quei passi in avanti che si possono fare solamente se si è in due.

Juve-Vlahovic, dettagli pressoché definiti

Il club bianconero non ha naturalmente in preventivo un ultimatum, però vorrebbe chiudere il discorso legato al prolungamento del centravanti già in questa settimana, così da mettere tutto nero su bianco in circa dieci giorni, il tempo pure per Comolli di rientrare dagli impegni istituzionali in cui è immerso. Del resto, i dettagli sono stati pressoché definiti: per Vlahovic è pronto un contratto di due anni - avrà scadenza 2028 - con un ingaggio in grado di superare i 6 milioni di euro, bonus inclusi. Sia Dusan che la Juventus si sono trovati in fondo a metà strada. Spalletti ha spinto affinché le parti si incontrassero, ma si è limitato a quello. A indicare come e quanto gli piacerebbe ricominciare poi da Vlahovic. A riunire le parti, a riannodare il filo del discorso, bruscamente interrotto anche dal vociare esterno. La società si è accorta di avere di fronte un interlocutore interessato, anzi sorpreso: aveva dato per smarrita ogni possibilità di restare, eppure rimaneva la sua prima idea, com’era forte la certezza di poter dimostrare di essere ancora all’altezza della missione affidatagli quattro stagioni fa. Dopo l’infortunio, la paradossale accelerata: Dusan che dice di non averne mai fatto una questione economica, la Juve che nelle mini e macro rivoluzioni in programma non vuole aggiungere altra carne e altre spese.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La primavera di Dusan

Eccolo lì, il compromesso. Più un incastro, a onor del vero. Si capirà quali frutti porterà. Di sicuro, sia Vlahovic che il club hanno fatto di tutto per venirsi incontro e per trovare una soluzione a ogni male, a ogni problema, a ogni malumore. Decisivo pure l’apporto di un intermediario con cui le parti hanno potuto dialogare in maniera più serena rispetto a qualche tempo fa, o comunque con le idee più chiare e con meno soluzioni a disposizione oppure immaginate. A partire dai prossimi giorni, inizierà davvero la primavera di Dusan: quella in cui per una volta non sarà messo in discussione, in cui i discorsi sul futuro non andranno a ingombrare il presente. E quelli in cui tornerà, almeno fino al termine dell’annata, stella polare della sua Juventus. Che continua a cercargli un alter ego di livello assoluto: il preferito rimane Kolo Muani, Retegui si è proposto, Zirkzee è un’opzione. Si ricomincia, insomma: la giostra del mercato non si ferma e mai lo farà. Dopo tutto questo tempo, però, il nome di Dusan Vlahovic sarà scandito con un tono differente. Quello che non prevede (più) punti di domanda sul futuro dell’attaccante.

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TORINO - Ancor prima di tornare a fare gol, Dusan Vlahovic ha servito pure l’ultimo assist alla Juventus. Non è stata un’azione di campo, ma qualcosa di ben più grande, dietro le quinte, tra le mura della Continassa, dove nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro per sancire quello che ormai sta maturando da tempo: sembrava impossibile, e invece il rinnovo di contratto per la punta serba è davvero a un passo. Un passo che non è la firma, ma il fatto di renderlo poco più di una formalità. Arrivare solamente al momento della stretta di mano. Nelle ultime curve della trattativa, tra l’entourage di Dusan - di rientro a Torino - e la Juve è mancata sostanzialmente l’intesa sulle commissioni: ballano milioni, perciò si sta sulle punte. Non sarà un problema. Non può esserlo. Anche per la mossa diretta dell’attaccante, che ha posizionato i bianconeri al di sopra di qualsiasi altra richiesta (pure arrivate, pure intriganti), condividendo con Spalletti i piani tanto del presente quanto del futuro. E allora, anche Vlahovic aiuterà ad abbassare la pressione, a tagliare qui e lì dove chiederà di farlo la società, a percorrere quei passi in avanti che si possono fare solamente se si è in due.

Juve-Vlahovic, dettagli pressoché definiti

Il club bianconero non ha naturalmente in preventivo un ultimatum, però vorrebbe chiudere il discorso legato al prolungamento del centravanti già in questa settimana, così da mettere tutto nero su bianco in circa dieci giorni, il tempo pure per Comolli di rientrare dagli impegni istituzionali in cui è immerso. Del resto, i dettagli sono stati pressoché definiti: per Vlahovic è pronto un contratto di due anni - avrà scadenza 2028 - con un ingaggio in grado di superare i 6 milioni di euro, bonus inclusi. Sia Dusan che la Juventus si sono trovati in fondo a metà strada. Spalletti ha spinto affinché le parti si incontrassero, ma si è limitato a quello. A indicare come e quanto gli piacerebbe ricominciare poi da Vlahovic. A riunire le parti, a riannodare il filo del discorso, bruscamente interrotto anche dal vociare esterno. La società si è accorta di avere di fronte un interlocutore interessato, anzi sorpreso: aveva dato per smarrita ogni possibilità di restare, eppure rimaneva la sua prima idea, com’era forte la certezza di poter dimostrare di essere ancora all’altezza della missione affidatagli quattro stagioni fa. Dopo l’infortunio, la paradossale accelerata: Dusan che dice di non averne mai fatto una questione economica, la Juve che nelle mini e macro rivoluzioni in programma non vuole aggiungere altra carne e altre spese.

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